Troppi dolori Per Vasco ricovero lampo in clinica

Hanno scherzato con l’avanguardia, allargato a dismisura la canzone rock, mandato in pensione il 45 giri mischiando beat, music-hall ed elettronica. Hanno fatto la storia della musica contemporanea. Dietro ai Beatles ci sono loro, i Pink Floyd. O meglio, quel che resta del mito, dopo la morte di Richard Wright, l’anima romantica, l’autore di The Great Gig in the Sky, per intenderci.
Gruppo da album per eccellenza i Pink Floyd annunciano un’operazione discografica ad alta fedeltà senza precedenti. Una bella navigata controcorrente come si addice ai numeri uno. Dopo la mezza fregatura di due anni fa, in cui se ne uscirono col cofanetto Oh, By the way che rinnovava i loro album solo nelle veste grafica, annunciano la rimasterizzazione definitiva, colossale. Pure troppo. Waters e Gilmour raschiano il fondo del barile, ma che barile!. Il 26 settembre esce la prima tranche del progetto Why, Pink Floyd?, poi altra ondata di cd il 6 novembre e a metà febbraio. Dopo anni di attesa il catalogo si rimette a nuovo con i tanto attesi inediti e le versioni alternative supervisionate da Alan Parsons, che dal 1971 lavorava negli Emi studios come aiuto tecnico del suono. Allora era giovane, magro e col pallino degli effetti sonori che perfezionerà nel suo Project. Ristampe che fanno sembrare quelle dei Beatles robetta cartonata da multicenter. Qui le cose sono state fatte in grande, ma talmente da disorientare il fan. Che in cambio avrà un suono sempre più fedele al master, una pletora di memorabilia, inediti e applicazioni per I-Phone.
Facciamo ordine. Tutti gli album, tranne Relics escono in tre edizioni, per novizi, fan e spendaccioni feticisti. A corredo ci sono 3 vinili e un greatest hits. La rimasterizzazione è stata affidata ancora a James Guthrie che ha lavorato due anni agli Abbey Road Studios con i nuovi B&W 800D, i monitor che hanno il tweeter con la cupola in diamante. Dunque, un suono fedele e per sempre.
L’edizione Discovery è invece «per farli conoscere», quella base e comprende i 14 album rimasterizzati con la copertina in digipack e il cofanetto The Discovery Collection con tutti gli album assieme. Chi non sa ancora la loro storia li compri, ne vale la pena, il prezzo è sui 18 euro, la confezione è elegantissima (anche se marchiata agli angoli come nel caso dei Beatles) e il suono è fantastico. Poi c’è l’edizione in doppio cd Experience per chi vuole esplorare i tre capolavori, The Dark Side of The Moon, Wish You Were Here e The Wall. Che è come dire la storia del rock. Costo sui 30 euro. In Dark Side c’è il primo missaggio di Alan Parsons, il concerto del 1974 allo stadio di Wembley con tutto l’album in scaletta. C’è da dire che questo disco è forse quello che aveva meno bisogno di ripulitura: la Emi lo aveva già rimasterizzato egregiamente in superaudio cd in occasione del trentennale dall’uscita.
Imperdibile è, invece, Wish you were here che contiene anche Wine Glasses dal mai realizzato progetto Household Objects, la versione alternativa di Have A Cigar e una session di Wish You Were Here con il violinista Stephane Grappelli.
Ma è l’edizione Immersion, (100 euro o giù di lì), riservata agli integralisti, quelli che devono andare oltre le note ufficiali di Dark Side, Wish You Were Here e The Wall (in 7 dischi, compreso il restauro del film, un libro di 42 pagine e una nuova copertina!), che farà scalpore. In questi scrigni (cd, dvd, surround 5.1 e blu-ray) ci sono ore di materiale d’archivio, le sciarpe ufficiali (!), le repliche del biglietto d’entrata al concerto del 1974 e perfino il passi per il backstage. E poi i leggendari «screen film» che venivano proiettati durante i loro concerti. Completano la colossale opera A Foot in the Door l’ennesimo «best of» e i tre album di cui sopra in vinile.
Tecnicamente si tratta di un bel passo in avanti rispetto alle edizioni del 1994 che avevano un suono fiacco e penalizzato dal rumore di fondo. In generale, spiega Guthrie, si è cercata la naturalezza, senza comprimere la dimamica come si fa oggi in onore del car-stereo e della cuffietta. Sono edizioni rivolte a chi ascolta la musica con un impianto stereo importante e pretende realismo, impatto. Come dal vivo.
E infatti, nel sampler ascoltato recentemente le chitarre di Animals graffiano come dovrebbero e l’inizio di Wish You Were Here ha ora una sfondo silenzioso e imponente. Finalmente.
«Abbiamo lavorato due anni a questo progetto che racchiude tutti gli elementi che hanno reso i Pink Floyd una delle forze più ispirate della musica moderna - dice Roger Faxon di Emi Group -; la loro musica è senza pari e senza tempo e questo nuovo progetto permetterà di riscoprire questo incredibile patrimonio musicale». Coraggio e risparmiate: ne vale la pena.