Il trotto italiano in festa per Express e Fairbank

Ernesto Cazzaniga*

A conferma dei grossi progressi fatti dall’allevamento italiano del trotto, ci sono da registrare due centri tricolori nel week end internazionale. Si tratta di due colpi importanti e prestigiosi: il primo è arrivato sabato a Vincennes dove Express Road, con in sulky Andrea Guzzinati, ha dominato il Prix Perreux. A completare il trionfo italiano il secondo posto di Exploit Caf e il terzo di Early Maker. Domenica è toccato a Fairbank Gi con Peppino Maisto dominare l’Elite dei 4 anni di Oslo alla media di 1’11”3, primato della pista eguagliato e miglior misura di sempre per un quattro anni. Il figlio di Lemon Dra ha controllato l’altro indigeno Farifant che Jean Pierre Dubois ha lanciato in un tardivo finale. Due successi formato esportazione che ci inorgogliscono, tanto più se si tiene presente la carenza delle strutture dei nostri centri di allenamento. Le note positive che arrivano anche dal fronte delle scommesse rendono ancora più incomprensibile il disfattismo dilagante dei soliti noti che hanno come unico scopo quello di destabilizzare il settore dell’ippica.
Intanto da parte dei vertici Unire è arrivata la designazione di Aimone Bisacchi, quale rappresentante dell’Ente, in seno al consiglio dell’Anact (Associazione nazionale allevatori del cavallo trottatore). Leggo un comunicato della solita «Intercategoriale» a mio avviso gravemente scorretto nei confronti dell’attuale vice commissario Unire Francesco Baldarelli, al quale verrebbe chiesto conto di questa nomina, almeno così è asserito nel comunicato. Tra le altre amenità, viene citata una presunta richiesta da parte del consiglio Anact (cosa assolutamente non rispondente agli atti, per lo meno), su un nome concordato in precedenza con il vice commissario Baldarelli, persona che stimo e apprezzo, che considero attento alle regole e mi riesce difficile immaginare abbia pensato di intromettersi in una questione di stretta pertinenza dell’Ente, da decidere non in conciliaboli tra pochi intimi, ma nel rispetto dei ruoli all’interno dell’Ente stesso. Francesco Baldarelli, lo ripeto, è a mio avviso persona troppo corretta e preparata per cadere in questi trabocchetti da quattro soldi che vengono malamente strumentalizzati con il solito sistema finalizzato al sollevamento di inutili polveroni. Nella sostanza di nulla. Ma a quale titolo, mi chiedo poi, questi personaggi possono permettersi di chiedere conto con questi toni all’Unire sul suo operato? Vi sono parole inventate dal lessico politico corrente che diventano buone per tutti gli usi, una di queste, forse la più celebre e gettonata, è senz’altro la parola “concertazione”. Nel nostro caso questa parola viene utilizzata nella maniera più distorta possibile, quando si richiamano ad una concertazione, intesa in questo specifico caso: voi avete il potere di nomina e noi per effetto della “concertazione” vi diciamo chi nominare; così non è andata perché non poteva andare evidentemente e l’Unire ha fatto giustamente la scelta che riteneva più appropriata in piena autonomia e “concertazione”.
Sempre a proposito di polveroni impropri, Maurizio Matti autonominatosi “garante dell’ippica”, adesso interviene anche sulle probabili dimissioni dell’attuale presidente dell’Upt (Unione proprietari trotto), e conseguenti elezioni, censurando una mia eventuale partecipazione a questo incarico. Ma saranno gli associati a decidere e non lui, chi li dovrà guidare alla ricerca di una identità di categoria molto appannata, grazie anche alla miriade di interventi impropri della benemerita “Intercategoriale”. Effettivamente sono stato contattato e sollecitato da diverse parti per questo incarico, se gli associati lo vorranno, e penso anche, senza false modestie, di essere sicuramente in grado di potere dire e fare qualche cosa di molto utile per una categoria oggi allo sbando quasi totale. Riguardo a Maurizio Mattii gli diamo questo consiglio: perché non prova a cercarsi un incarico nell’ippica tedesca, sull’orlo del fallimento e alla ricerca di un «salvatore»?
* ex presidente dell’Anact (Associazione nazionale allevatori del cavallo trottatore)