Tsunami in Indonesia: 313 le vittime

Cresce il bilancio delle vittime dei due disastri naturali: lo tsunami scatenato da un terremoto a Sumatra e l’eruzione del vulcano Murapi a Giava. L'appello del Papa<strong> </strong>per gli aiuti<strong><a href="/fotogallery/tsunami_sumatra/id=2506-foto=1-slideshow=0"><br />
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Giacarta - L’Indonesia si mobilitata per far fronte allo tsunami e all’eruzione del vulcano Merapi, che hanno causato oltre 313 morti e oltre 400 dispersi. Il presidente Susilo Bambang Yudhoyono ha interrotto la sua visita in Vietnam, dove avrebbe dovuto partecipare al vertice Asean, per seguire le operazioni di soccorso. Proprio i soccorsi si stanno rivelano particolarmente difficili nelle isole dell’Oceano Indiano colpite lunedì sera da un sisma di magnitudo 7.7, seguito dallo tsunami. Onde di tre metri hanno devastato i villaggi costieri dell’ arcipelago del Mentawai, al largo dell’isola di Sumatra. Il responsabile delle operazioni di soccorso Harmensyah, sottolinea l’urgenza di apprestare i primi aiuti ai sopravvissuti. "Hanno perso le loro case e hanno bisogno di tanto aiuto - ha aggiunto - sono state consegnate delle tende, ma non in numero sufficiente". Le operazioni di soccorso sono rese difficili dalla posizione isolata dell’arcipelago di Mentawai, di difficile accesso e con scarse linee di comunicazione. Molti villaggi, in particolare sull’isola di Pagai del Sud, sono stati devastati da onde alte fino a tre metri arrivate fino a 600 metri nell’entroterra.

Il giorno dopo l'Indonesia conta le vittime A circa 2.000 chilometri più a est, nel centro dell’isola di Giava, l’allarme rimane alto per l’attività del vulcano Merapi, "la montagna di fuoco" entrata ieri in eruzione, causando la morte di almeno 28 persone. Le autorità avevano ordinato già lunedì scorso lo sgombero delle 19.000 persone che vivono sulle pendici. Complessivamente, sono oltre un milione le persone minacciate da un’eventuale esplosione di lava, ceneri ardenti e lapilli. "Oggi è un pò più calmo - ha detto Surono, responsabile del Centro di Vulcanologia - nessuna nuvola di cenere, nessun rombo. Ma c’è molta energia racchiusa lì. Non si può dire cosa accadrà». Gli indonesiani hanno imparato da tempo a convivere con questo rischio perchè il Paese è la prima zona vulcanica al mondo, con circa 130 vulcani attivi. L’Indonesia è scossa continuamente da catastrofi sismiche o vulcaniche. Atteso in novembre a Giacarta, il presidente americano Barack Obama, si è detto "profondamente rattristato" per la perdita di vite umane e ha proposto "l’aiuto degli Stati Uniti".  

L'appello del Pontefice Appello del Papa per le popolazioni di Indonesia e Benin, colpite in questi giorni rispettivamente da uno tsunami dalle inondazioni. A conclusione dell’udienza generale in piazza San Pietro il Papa ha espresso il suo "vivo cordoglio" e ha assicurato alla popolazione indonesiana la propria "vicinanza e preghiera". "Sono molto vicino alla cara popolazione del Benin - ha poi detto Benedetto XVI - colpita da continue alluvioni che hanno lasciato molte persone senza tetto e in precarie condizioni igienico-sanitarie". Il Papa ha fatto appello alla comunità internazionale affinché si prodighi per il "necessario aiuto" teso ad "alleviare le popolazioni che soffrono di queste devastazioni".