La Turchia si allontana dall'Europa. Frattini: «Tratteranno, è loro interesse»

In panne la trattativa per l'adesione alla Ue. Intanto Ankara litiga con Washington per la questione armena e stringe accordi antiterrorismo con Damasco

Il Bosforo è più largo? La Turchia può scordarsi l'Europa? «Nelle ultime fasi dei negoziati per l'adesione all'Unione Europea ci sono stati brutti risultati, ma Ankara non si sta allontanando dall'Ue e dall'Occidente». Il ministro degli Esteri Franco Frattini ne è «sicuro» e lo ha ripete durante il Media Forum Medio Oriente, in corso alla Farnesina. Certo, ci sono dei problemi. «In sei mesi di presidenza belga non siamo stati in grado di aprire neanche un nuovo capitolo - ammette - . Avrei voluto che si fosse aperto quello sulla competitività o quello sull'energia o almeno quello sulla sicurezza alimentare». Dunque, niente passi avanti. «Non credo tuttavia che la Turchia si stia allontanando perchè i cittadini turchi sanno quanto sia importante continuare con i negoziati e la leadership sa che è meglio essere nel nostro club che fuori».
Secondo il ministro, «la Turchia ha la possibilità di essere un attore chiave per la stabilità e la pace nell'intera regione». A questo proposito Frattini ricordato la mediazione di Ankara nei negoziati indiretti siro-israeliani, interrotti alla fine del 2008 con l'offensiva israeliana contro la Striscia di Gaza. «I negoziati erano ben avanzati e c'era una finestra di opportunità per passare a una fase di colloqui diretti - spiega - . Tutti nella regione pensano che questi negoziati avrebbero un grande impatto sulle altre questioni regionali».
Invece il filo si è rotto. Sulla ripresa di questi negoziati Frattini si è detto «ottimista», pur non essendoci certezze. A suo giudizio, infatti, con l'invio di aiuti per l'incendio sul Monte Carmelo «la Turchia ha dimostrato che è lì, che è ancora un partner per Israele». Restano però sul campo altri problemi. Come ad esempio la forte tensione con gli Stati Uniti per il voto del Congresso americano su una risoluzione che definisce «un genocidio» i massacri degli armeni compiuti tra il 1915 e il 1917 dall'esercito ottomano. E non è solo una questione di storia, visto che Erdogan ha scritto a Obama sostenendo che la vicenda «potrebbe danneggiare le relazioni tra i due Paesi».
O come il nuovo feeling tra i turchi e la Siria, nemica di Israele e tuttora nella lista nera americana. proprio ieri ad Ankara il premier di Damasco Naji al-Utri ha formato una serie di accordi bilaterali, compresa una collaborazione contro il terrorismo.