Tutta Italia su Second Life. Mari e monti compresi

Italia Vera sta ricostruendo lo stivale nel mondo virtuale. Capoluoghi veri e città immaginarie. La Torino che non c’è sarà la prima “sim” ad essere aperta<br />

È tutto italiano il più grande progetto di ricostruzione di un’area geografica in Second Life (SL), con il nome Italia Vera e lanciato da Carlo Biscaretti di Ruffia (Basil Coage in SL). Le prime undici isole (o sim, unità si simulazione), ancora chiuse al pubblico, sono già visibili sulla mappa di tale mondo, cercando per esempio “Piemonte”. A progetto concluso le isole saranno almeno trenta. L’idea è di costruire in basso una cartina orografica dell’Italia, in scala ridotta ma precisa, realizzata su mappe satellitari. Sopra a questa, a circa 400 metri di altezza, ci saranno le ricostruzioni di tutti i capoluoghi di regione, più sei città immaginarie. Camminando sulla cartina, quindi, arrivati al Po si potrà salire in alto e visitare Torino. La prima città a essere inaugurata sarà proprio Torino, il 19 luglio, seguita da Genova, Milano e Roma.

Un investimento notevole. Biscaretti è il fondatore e l’attuale presidente di Gruppognosys, un’azienda di Torino che lavora nel campo della sicurezza informatica, nata nel 2002 e oggi con 14 dipendenti. «Stiamo crescendo molto rapidamente», dice l’imprenditore. «Puntiamo tutto sulla qualità delle nostre soluzioni, con un Comitato scientifico indipendente che certifica i nostri lavori, presieduto dal professor Antonio Lioy del Politecnico di Torino. Come amministratore delegato, invece, abbiamo voluto Placido Battaglino, già responsabile per la sicurezza al San Paolo Imi».

Comperare un’isola costa 1.675 dollari Usa; su questa occorre poi pagare una tassa mensile di 295 dollari. Costruire costa molto di più. Una ricostruzione come quella di Torino, anche se realizzata in gran parte con texture, cioè con fotografie dei palazzi, e solo in parte con costruzioni vere e proprie, in cui si può entrare, richiede almeno 10 mila euro di lavoro. «Per le prime isole abbiamo previsto 20 mila euro ciascuna di costo, anche considerando il fatto che il lavoro non finisce con la costruzione, ma occorre organizzare un servizio di sicurezza e poi molti eventi, in modo da attirare i visitatori», precisa Biscaretti. «Finora, per Torino e per tutta la mappatura dell’Italia, abbiamo speso circa 50 mila euro. Per tutto il progetto avevamo preventivato 200 mila euro, ma credo che alla fine saranno di meno, perché riutilizzeremo molto gli elementi già usati per Torino». L’idea è di cercare degli sponsor legati al territorio; per Torino alcuni ci sono già, con anche nomi importanti. «Le aziende hanno già un grande interesse per in SL, ma idee molto vaghe su cosa fare in questo mondo tridimensionale. Noi garantiamo uno spazio che sarà ricco di visitatori e legato a un’area geografica, con sedi e forme di presenza che possono soddisfare sia un grande attore, come una compagnia di assicurazioni, sia un piccolo operatore, come una galleria d’arte o una libreria».

Il progetto non è privo di incertezze. Un altro importante costruttore italiano di SL, Domenico Pellegrino (Enea Lobo in SL), proprietario tra l’altro delle isole Pantalica e Cinque Terre con la sua società Pesca Virtual Reality, osserva: «Il business nella realtà virtuale è ancora in una fase iniziale, tutto sbilanciato a favore della società che lo possiede, la Linden Lab, per cui fare investimenti di tale portata può essere rischioso. Chi come me ha seguito tutta la storia di Internet in Italia, a partire dal 1992, non può non pensare che SL sia ora in una fase di bolla, pronta a scoppiare. Per questo io preferisco realizzare progetti più finalizzati».

I problemi con le prim. Costruire in SL non è facile. Un editor permette di creare oggetti e forme elementari, le prim (primitive), che possono essere assemblate per ottenere dei manufatti più complessi. Se gli oggetti devono avere un comportamento, alle prim vanno associate delle animazioni, realizzate con uno specifico linguaggio di scripting. Per chi volesse intraprendere la carriera di builder e di scripter, in SL ci sono tre gruppi italiani che organizzano corsi gratuiti di costruzione: Andrea Benassi (StevieRay Vaughan in SL) dell’Istituto di ricerca Indire, sull’isola Indire, Matteo Fasanella (Shine Gaea in SL), un ricercatore che collabora con l’Università di Bologna, sull’isola Picnic, e il gruppo Italian Project, del consulente informatico che in SL si chiama Wolyte Moody.

A ogni terreno, in base alla sua area, è associato un numero massimo di prim, 15 mila per un’isola intera. Se si usano troppe prim, però, le prestazioni dell’isola stessa degradano, con un effetto di lag, di lentezza nella risposta, quando vi si trovano molti avatar contemporaneamente. Da aprile Linden Lab ha rilasciato un nuovo tipo di prim, chiamate sculpted, che possono esser modellate in modo più elaborato. Con queste dovrebbe essere possibile ottenere oggetti molto complessi usando meno prim. «Per Torino adesso abbiamo 12.500 prim, su una sim e mezza, ma vorremmo ridurle a 10.500», spiega Biscaretti. «Per farlo stiamo provando a usare anche le sculpted prim, ma non ne siamo soddisfatti. Credo che si tratti di uno strumento che ha ancora bisogno di essere perfezionato».

Costruire bene un’isola e garantirgli un buon numero di visitatori è una cosa così costosa che Biscaretti, quando è stata lanciata l’asta per l’isola Legenda, non ha esitato a comperarla per 9.600 euro, a inizio luglio. Legenda è l’unico ambiente fantasy in lingua italiana ed è abitato da una comunità molto attiva; ora diventerà una delle sei città immaginarie che erano previste dal progetto Italia Vera.

Biscaretti si appresta così a diventare il più grande costruttore italiano di SL, superando Bruno Cerboni (Bruno Echegarey in SL) e la sua società Virtual Italian Parks. Cerboni è infatti owner di 14 isole, tra cui il gettonatissimo Parioli, e ha all’attivo progetti per Renault Italia, Costa Crociere e l’Accenture italiana, oltre a una ricostruzione dell’Eur su ben 8 sim, non ancora inaugurata, sviluppata per conto della Fondazione per il Museo permanente del design italiano, con un progetto dal valore di «alcune decine di migliaia di euro».