Tutti i miracoli del sistema Esp

Antonio De Felice

da Milano

Una curva presa troppo forte, l’auto che sbanda, con il muso o con la coda, ma si raddrizza per aiutare il conducente a riprendere la traiettoria. A permettere tutto ciò, in modo automatico, è il controllo elettronico di stabilità della Bosch, più noto con la sigla Esp, all’undicesimo anno di vita. Nel 1995, infatti, fece per la prima volta la sua comparsa su una vettura di serie, la Mercedes S600 Coupé, e da allora è stato prodotto in oltre 20 milioni di esemplari trovando posto nel cofano motore di quasi tutte le auto in circolazione, utilitarie comprese, pur acquisendo denominazioni differenti. Coloro che stanno già pensando a un dispositivo specifico rimarranno delusi, perché l’Esp è in sostanza l’estensione di una funzione del sistema antibloccaggio in frenata della stessa Bosch, l’Abs, lanciato nel 1978 e oggi presente su tutti i veicoli in circolazione. Infatti, ne sfrutta la pompa ad alta pressione, l’impianto idraulico e i sensori applicati alle ruote, ma rispetto al dispositivo di base prevede due sensori in più: il primo legge l’angolo impostato con lo sterzo dal conducente, il secondo rileva l’eventuale rotazione della vettura sull’asse verticale, situazione che può accadere se si dovesse perdere aderenza in curva con l’avantreno o il retrotreno. Nel primo caso, l’Esp frena automaticamente la ruota posteriore interna, così da trasformarla in un perno su cui far girare la scocca per riportare il muso in carreggiata, tenendo conto dell’angolo impostato con il volante. Se a perdere aderenza è invece il retrotreno, il dispositivo frena la ruota anteriore esterna per ottenere come effetto la rotazione del veicolo in senso opposto e riportarlo in carreggiata tenendo conto dell’istintivo «controsterzo» generato da chi guida. Oltre a gestire in modo indipendente l’intensità della forza frenante su ogni singola ruota, l’Esp interviene anche sull’erogazione di potenza del motore. Progressivamente perfezionato e velocizzato nel corso degli anni, il controllo elettronico di stabilità è cresciuto nelle sue funzioni. Sui modelli più lussuosi, per ora, può anche appoggiare leggermente le pastiglie sui dischi freno per togliere il velo d’acqua che si forma quando piove, oppure ridurre al minimo la distanza nel momento in cui il conducente toglie improvvisamente il piede dal pedale dell’acceleratore, così da rendere più pronta la risposta. Non solo. Su alcuni veicoli è anche in grado di evitare l’arretramento dell’auto con cambio automatico in salita per facilitare le partenze, controllare l’eventuale sbandata di un rimorchio o capire esattamente a quale altezza si trovi il baricentro.