Tutti i segreti dell'immaginario mondo di Avatar diventano un libro

Una guida fantastica ma molto scientifica racconta tutti i misteri di Pandora, il pianeta inventato da James Cameron

Il mondo di Pandora, il magico pianeta del sistema stellare Alpha Centauri su cui è ambientato il colossal dell'anno, Avatar di James Cameron, esce dallo schermo e diventa un libro. Arriva infatti in libreria Avatar, rapporto confidenziale sul mondo di Pandora a cura di Maria Wilhelm e Dirk Mathison (Rizzoli, pagg. 206, euro 19,50). E c'è da scommettere che questa piccola guida all'universo fantastico e alieno nato dalla fantasia del regista canadese piacerà molto ai maniaci della fantascienza. Non si tratta della solita versione cartacea del film e nemmeno di una di quelle abborracciate guide che spesso cercano di dare un contesto plausibile, a posteriori, a filmazzi pieni di alieni.
In questo caso, merito anche di un budget davvero stellare, il regista ha potuto avvalersi di una pletora di scienziati per realizzare il contesto «marziano» in cui inserire la sua storia. Insomma, prima che il film nascesse era già bella e pronta una realtà, virtuale ma possibile, in cui calare la vicenda. Tanto per fare un esempio: la lingua che viene fatta parlare ai Na'vi, gli alti e bellissimi alieni blu costretti a difendersi dall'avidità degli umani, è stata pensata da Paul Frommer un linguista della Marshall School of business. Ha messo assieme un linguaggio di più di mille parole con un'apposita grammatica che mescola alcune regole delle lingue umane, senza però scimmiottarne nessuna in particolare. Per il sistema di conto dei Na'vi, che hanno otto dita è stato, invece inventato un complesso sistema ottale molto diverso dal nostro decimale. Stessa cura per inventare le caratteristiche dei molti animali di pandora (Leonopteryx Grande, Martelloceronte, Magnivespa velox... In questo caso sono stati gli esperti di xenobiologia che fanno consulenza anche alla Nasa a doversi dare un gran da fare.
Ecco perché il Rapporto confidenziale sul mondo di Pandora è strutturato in modo da sembrare quasi il baedecker un po' guerrigliero di un posto realmente esistente. Ecco perché fa vedere allo spettatore del film anche quello che nelle quasi tre ore di pellicola non si vede. Insomma il giochino diverte più che in altri casi similari. Anzi senza che sembri lesa maestà si potrebbe dire che era dai tempi di Tolkien che non veniva fatto uno sforzo così filologico per immaginare un mondo inesistente.