Tuttofood: eccellenza e formazione per il business dell'export

Successo per la Milano World Food Exhibition: una piattaforma sempre più internazionale per il made in Italy agroalimantare. Focus sui mercati Brics. La partnership con Expo 2015: dalle colture sostenibili al biologico. Associazioni di filiera in primo piano per la crescita professionale delle pmi. Con Food Hospitality World nuove opportunità all'estero

Tuttofood, la Milano World Food Exhibition che conclusa da poco a Fiera Milano non è stata una manifestazione all food di impronta tradizionale, ma ha segnato un punto di svolta nel modo di declinare il presente verso il futuro, proponendo uno sguardo lungo sulle prospettive del settore, del made in Italy agroalimentare al di là dei confini di casa e si è basata su contenuti e valori solidi fra tradizione e innovazione. E se i dati della fiera sono positivi con 50.210 operatori professionali certificati (quelli esteri +40%), la presenza davvero consistente di buyer internazionali (1.143 top buyer provenienti da 80 Paesi) e la presenza di aziende italiane e straniere (2.000 espositori, +11% rispetto all’ultima edizione), è sull'internazionalizzazione, l'importanza della formazione e la difesa dell'eccellenza, che Tuttofood ha contribuito a delineare e a rendere più raggiungibili per tutti gli operatori nuovi obiettivi futuri.

Partnership con Expo 2015: la conquista dei mercati diventa sostenibile

La presenza di Expo 2015 come partner d’eccezione a Tuttofood 2013 ha consentito la nascita di una consapevolezza nuova per tutti gli operatori del settore, esterna alle logiche di mercato, ma capace di coniugarle con alcuni aspetti fondamentali che coinvolgono gli equilibri tra Paesi e le previsioni verso un futuro certamente più complesso ma ricco di opportunità. Oltre al convegno di apertura, organizzato in collaborazione con il World Food Programme e con Fiera Milano, Expo 2015 ha organizzato importanti incontri che hanno messo in luce scenari la cui conoscenza è imprescindibile per chi fa business e punta all’internazionalizzazione.

Così, i Paesi Brics non appaiono solo un mercato dove investire, ma sono ormai protagonisti della scena globale: molti grandi eventi dei prossimi anni li vedranno direttamente coinvolti e Paesi dell’Africa e dell’Asia hanno investito in Expo 2015, dove si affacceranno realtà come l'Indonesia o l'Angola, che dimostrano vivacità e voglia di emergere. La spinta al progresso porta a rivedere al rialzo le stime di crescita della popolazione mondiale e al ribasso quelle relative al valore della terra coltivabile pro capite. La prima risposta del mercato a questa forbice è il rialzo dei prezzi delle materie prime, con ripercussioni sui costi di trasformazione e sui prezzi dei prodotti finiti. È per questo che investire nella ricerca per un settore agroalimentare sempre più sostenibile diventa la priorità a livello globale.

La risposta a questa esigenza nasce da una ricerca più attenta in ogni passaggio della filiera, una ricerca che può trovare anche ottime risposte nei consumi, come dimostra il caso del Biologico, cui Expo 2015 ha dedicato un convegno. Il fenomeno del Bio rappresenta ormai una risorsa per la grande distribuzione organizzata di tutta Europa: nelle catene dei maggiori Paesi del vecchio continente sono migliaia i prodotti presenti sugli scaffali. L’Italia è il maggior produttore Bio (con oltre 48.000 operatori, secondo i dati Ismea) ma una forte quantità di produzione viene ancora esportata all’estero, dove al Bio sono dedicate anche catene specializzate, benché in Italia quello del Bio sia l’unico settore della gdo che ha visto vendite in crescita (+7,3% dati Ismea) nell’ultimo anno. Dunque, guardando sia al macro, sia al micro, il messaggio lanciato da Expo 2015 a Tuttofood è di accogliere il futuro con una disposizione al cambiamento. È con questo mood che si potrà far fruttare al meglio anche la stessa sfida dell’Esposizione Universale a Milano, che porterà nella metropoli lombarda 20 milioni di visitatori in 6 mesi, generando un indotto stimato dagli organizzatori di Expo 2015 intorno ai 9,5 miliardi di euro, con un valore della produzione che ruoterà intorno all’evento pari a circa 22-25 miliardi. E non si guarda solo a numeri del futuro: già oggi le aziende che hanno aderito a Expo hanno investito oltre 250 milioni.

Eccellenze in campo: specializzazione e formazione motori per la crescita

La presenza delle associazioni di filiera ha rappresentato il fulcro della specializzazione nel percorso di formazione offerto da Tuttofood. Degli oltre 150 eventi programmati nei quattro giorni di manifestazione, infatti, numerosi sono stati organizzati dai rappresentanti di Assica, Aidepi, Unaprol, Unionalimentari e Unas. Aidepi, l'Associazione delle Industrie del Dolce e della Pasta ha individuato gli aspetti più interessanti per la filiera di sua competenza offrendo stime sulle vendite e sul mercato, e approfondito le normative legate all'attività dei produttori. Ha puntato tutto sulle esportazioni Assica, l'Associazione Industriali delle Carni e dei Salumi, proprio in un anno promettente per il mercato con l’apertura degli Stati uniti agli insaccati di breve stagionatura. Anche UnasUnionAlimentari ha fatto il punto, attraverso una tavola rotonda sul settore del surgelato e sulle importanti opportunità di business mentre Unaprol, il Consorzio Olivicolo Italiano, ha offerto diversi spaccati sul settore, sia riguardo al mercato italiano e alla qualità dei prodotti, sia attraverso un’analisi del mondo dei produttori e alle specificità richieste alla loro professione.

Internazionalizzazione, la scoperta dei nuovi trend per investire meglio

Tuttofood 2013 ha consentito di scoprire le opportunità per le aziende e gli operatori che vogliono aprirsi all'internazionalizzazione in particolare con focus sulle tendenze del mercato e del consumo in Italia, ma soprattutto all’estero. Di particolare interesse è stato il convegno dedicato a ""Internazionalizzazione e normative sulla promozione e sul sostegno dell’export" verso i Paesi più promettenti, organizzato da Tuttofood e Lc International. Sono infatti numerose le opportunità, forse ancora poco conosciute, che offrono sostegno economico e promozione alle Pmi. Così la Misura 501 è un utile strumento per esportare, insieme al prodotto, precise informazioni sulle sue caratteristiche peculiari e prevede anche il finanziamento per la partecipazione a manifestazioni fieristiche di importanza nazionale, europea e internazionale e per svolgere azioni di informazioni sui regimi comunicati dei prodotti Dp, Igp e Stg. Invece, la Misura 133 rappresenta uno strumento per finanziare i progetti di informazione e promozione dei sistemi di qualità, mentre la Misura 132 offre un contributo per le attività di certificazione degli agricoltori che producono secondo le norme dell’agricoltura biologica, le denominazioni Dop, Igp, Doc, Docg e i prodotti a marchio Qualità controllata.

Durante questo convegno ha trovato spazio anche una riflessione su Food Hospitality World, Salone dell’agroalimentare e dell’ospitalità professionale che Fiera Milano organizza come risposta alla necessità di internazionalizzazione delle aziende unendo la professionalità e la conoscenza dei mercati di Tuttofood a quelle di Host, Salone Internazionale dell’Ospitalità Professionale e dando vita a manifestazione internazionale veicolo ideale per portare il Made in Italy nei nuovi grandi mercati extraeuropei come India, Cina, Brasile, Turchia e Sudafrica. Pensato come un format capace di adattarsi ai mercati a cui viene proposto, con sempre maggiore interesse da parte degli operatori internazionali, Food Hospitality World vedrà le prossime edizioni prossimi appuntamenti a Bangalore, in India, dal 12 al 14 giugno 2013 a Bangalore, - con oltre 300 espositori stimati e 50 categorie di prodotto presenti e la partecipazione a Fhw India di AidepiI con Dolce Italia e di Confida con Vending in the world - in Cina, il prossimo settembre, dove punto di forza sarà il programma di matching Vib e in Turchia, dove Food Hospitality World si svolgerà sotto forma di missione imprenditoriale con un focus sul settore hospitality. Uno spazio speciale sarà riservato all’alimentare Made in Italy all’interno di un’area dedicata al gourmet.

Ha anche trovato pieno compimento il progetto realizzato congiuntamente da Regione Lombardia, Unioncamere Lombardia e Fiera Milano nato per affiancare le aziende lombarde in un percorso di formazione all’internazionalizzazione e per supportarle nello sviluppo di nuove competenze e strategie e nell’individuazione e penetrazione dei mercati di maggior interesse. Le 61 aziende lombarde che hanno partecipato al progetto erano presenti gratuitamente come espositori in mostra, dove hanno incontrato durante 468 appuntamenti certificati su bure provenienti da 251 aziende diverse, per il 98,8% estere (5 dall’Africa, 74 dall’America, 53 dall’Asia, 6 dall’Australia e 110 dall’Europa) a cui si sono aggiunti altri incontri non pianificati in precedenza perché nati dai contatti in mostra. Il 71% delle aziende ha riconosciuto il progetto come utile e valido nella sua efficacia e il 60% ha ritenuto l’attività commerciale e di contatto più che soddisfacente.

L'experience diventa professionalità con i laboratori

Sono state 580, in quattro giorni, le presenze agli eventi organizzati da Planet One, scuola per barman professionisti ed esperti di consulenze nell’ambito beverage e pubblici esercizi a 360°, che ha coordinato e gestito l’area educational Tuttofood Academy, parterre di incontri con alcuni interessanti brand leader. Grandi i nomi delle aziende partecipanti: Heineken ha puntato sulla corretta spillatura del prodotto e su quanto il servizio faccia effettivamente la differenza, svelando anche le teorie di abbinamento birra e cibo, rivelando che la bevanda va bene in compagnia di piatti più strutturati insieme alla competenza di Federico Maria Liperini e Mauro Discepolo Beer Culture Specialist. E cibo e buon si sono incontrati anche durante gli show cooking offerti da Acqua Panna e San Pellegrino con Eros Picco, chef del ristorante stellato Innocenti Evasioni, e l’esperto Giuseppe Vaccarini, premiato nel 1978 Miglior Sommelier del Mondo e attuale presidente dell’Aspi,  che hanno presentato il water and food pairing offrendo degustazioni ai visitatori. Illy, con la sua Università del Caffè di Trieste ha portato all’attenzione del pubblico gli aromi, le ricette a base di espresso e le tecniche di latte art. A tenere gli incontri sono stati Michele Pauletic, responsabile del team di baristi trainer dell’Università del Caffè di Trieste, con la collaborazione di Andrea Destalles, trainer della scuola. L’area Academy ha ospitato anche gli incontri di formazione e le degustazioni a base di spirits di Campari Academy, con Fiorenzo Detti, sommelier AIS e vero e proprio guru del bere, e il trainer Mattia Corunto. Nelle ultime due giornate Augusto Celata, chef e consulente per Bonduelle, ha animato l’aperitivo a base di Campari e squisitezze come quiche di verdure e insalate di mais e gamberetti.