Udine: sogno semifinale Diego è il risveglio amaro

I friulani partono forte e a fine primo tempo ribaltano il 3-1 dell'andata: grande doppietta di Quagliarella. Poi il brasiliano spinge il Werder al 3-3 che elimina l'Udinese dalla Uefa

Udine - Il calcio italiano perde anche l’ultima ambasciatrice europea. Dopo aver battuto l’Inter ed eliminato il Milan, il Werder Brema cancella infatti dal tabellone della Coppa Uefa pure l’Udinese che, alla fine del primo tempo di una partita pazzesca, è ancora in corsa, ma che finisce per sbriciolarsi alla distanza sotto i colpi del solito Diego (che non doveva giocare a causa di un problema muscolare alla coscia destra), già decisivo al “Weserstadion”. Al brasiliano concupito dalla Juventus replica un sontuoso Quagliarella, ma non può bastare anche per le consuete distrazioni difensive di Domizzi e soci. Al 15’ l’Udinese passa: Asamoah crea la superiorità numerica e invita Inler, il cui destro dal limite sorprende un rivedibile Wiese. Immediata è la reazione ospite, ma l’iniziativa di Almeida muore di poco a lato. Al 28’, complice un’amnesia di Zapata, Diego addomestica la sfera e, in pochi metri quadrati, scarica un destro micidiale che fredda Handanovic a fil di palo. In una serata palpitante, senza tregua, l’Udinese non si intristisce e, soltanto due giri d’orologio dopo Quagliarella, assistito da Pasquale, vola sul filo dell’offside e scavalca Wiese, alimentando nuovamente la speranza friulana. Quagliarella scatenato, replica pochi minuti dopo: il sinistro dell’attaccante beffa Wiese e rimette la sfida in totale equilibrio sul piano numerico. Prima del the c’è ancora tempo per un doppio Handanovic: il portiere sloveno neutralizza in rapida successione i tentativi di Almeida e Pizarro. La gara non riesce a tranquillizzarsi nemmeno nella ripresa e al 15’ Diego dà un altro dispiacere all’Udinese: il brasiliano recupera un pallone stampatosi sulla traversa (testata di Almeida) e, sempre di cranio, infila. L’Udinese è stordita ma non ancora defunta, Pepe manca il quarto gol di un nulla e Asamoah scuote il palo con un ciclonico sinistro dai venti metri. A 27’ l’episodio che potrebbe chiudere anzitempo il discorso qualificazione: Domizzi travolge inutilmente Diego ma Handanovic neutralizza il rigore del brasiliano. Basta attendere però l’azione immediatamente successiva: calcio d’angolo, deviazione di Mertesacker e Pizarro, da gran marpione, deposita in rete. Resta il tempo per un altro legno (Domizzi), per i rimpianti e il commovente ringraziamento del popolo friulano. Ma avanti va il Werder.