Ue: D'Alema in pole, Berlusconi: "Lui è esperto"

L'ex premier in pole position per il ruolo di "Mister Pesc". Il
ministro degli Esteri inglese, favorito finora, si è chiamato fuori.
Regista dell'operazione il capogruppo del Pse, Schulz. D'Alema:
"Vicenda delicata". Berlusconi: "Spero che le sue quotazioni siano alte". Castelli: "Sconcertante"

Bruxelles - Porta spalancata per Massimo D'Alema. Per il capogruppo degli europarlamentari socialdemocratici, Martin Schulz, la rinuncia del ministro degli Esteri britannico David Miliband al posto di "Mister Pesc" è da considerare ormai "definitiva". Lo hanno indicato fonti del gruppo socialdemocratico. Lo stesso Schulz, secondo le stesse fonti, sostiene "con forza" la candidatura di Massimo D’Alema per il posto di Alto rappresentante Ue per la politica estera e di sicurezza-vicepresidente della Commissione europea, carica istituita dal Trattato di Lisbona.

Il no di Miliband Secondo indiscrezioni pubblicate oggi dal quotidiano austriaco Standard, Miliband nel corso del fine settimana avrebbe ribadito al presidente del Partito socialista europeo, Poul Nyrup Rasmussen, l’intenzione di non abbandonare la politica britannica. Per gli addetti ai lavori, gli incontri e i colloqui che i leader dei 27 avranno oggi a Berlino in occasione della celebrazione della caduta del Muro potrebbero segnare una svolta nelle consultazioni avviate la scorsa settimana dalla presidenza di turno svedese dell’Ue per arrivare a individuare i candidati per i posti di presidente permanente dell’Ue e ministro degli Esteri.

D'Alema non parla "È una vicenda molto delicata sulla quale io non posso e non debbo dichiarare nulla. Non dipende da me ma dal consiglio europeo cioè dai capi di Stato e di governo, vedremo". Lo ha detto Massimo D’Alema, oggi a Palermo, rispondendo a una domanda sulle sue chance alla candidatura al ruolo di alto rappresentante per la politica estera in Unione Europea.

Berlusconi sì "Spero di sì, non so dire". Così Silvio Berlusconi risponde ai cronisti che gli chiedono se siano alte le quotazione di D’Alema alla carica di "Mr Pesc". "Non so dire..." ripete il premier prima di partecipare alle celebrazioni del Ventennale della caduta del Muro di Berlino. Questa sera ci sarà una cena a cui parteciperanno tutti i leader politici europei. "Durante questo vertice ci sarà una riflessione da fare, parleremo credo sicuramente delle due candidature delle due cariche e spero - aggiunge Berlusconi - che si vada verso una scelta che non sia una scelta di persone non conosciute e senza esperienza".

Castelli non ci sta "Trovo sconcertante la candidatura e il sostegno a D’Alema per il ruolo di ministro degli esteri della Ue". Lo ha sottolineato il vice ministro ai Trasporti, Roberto Castelli, parlando con i giornalisti a Lubiana a margine di un Bilaterale. "Parlo a nome personale, avrò qualche rampogna dalla Lega, ma non potevo non dirlo" ha aggiunto Castelli. "Trovo sconcertante la candidatura per tre ordini di motivi". In primo luogo per il fatto che "mentre le nostre radici cristiane sono sotto attacco nella Ue, come dimostra anche la vicenda dei crocefissi nelle scuole, noi scegliamo come nostro rappresentante un filo-islamico che aveva debolezze verso ambienti inquietanti mediorientale, come dimostrano alcune foto di quando era ministro degli Esteri". In seconda istanza - ha aggiunto Castelli - "è sconcertante" per un motivo pratico ovvero che "rinunciamo a un commissario utile e fattivo come Tajani perdendo un punto di forza" e ancora sotto un aspetto "formale: quando la sinistra è al potere nomina suoi uomini e quando siamo noi al potere nominiamo uomini di sinistra. Siamo noi i primi a credere che siamo una manica di incapaci".