Ulfrid

Di questo santo medievale non si sa molto. Nelle antiche cronache lo si incontra come Ulfrid o come Wolfred (chissà se l’italiano Valfredo deriva da questo nome). Era originario delle isole britanniche e lasciò le sue terre per evangelizzare la Scandinavia. Forse era un monaco, cosa molto probabile data l’epoca e la sua attività. Era stato chiamato da Olaf, il primo re della Svezia, che si era convertito al cristianesimo e intendeva favorirne lo sviluppo tra le tribù ancora semiselvagge della sua terra. Ulfrid, naturalmente, divenne vescovo di Svezia e cominciò la sua attività di predicatore itinerante. Con la protezione del re, usava portarsi nelle adunanze religiose dei pagani e proclamare la verità del Cristo. Il metodo a volte funzionava egregiamente, perché le dispute con i presenti o con i sacerdoti druidi convinceva qualcuno ad abbracciare la nuova fede. Ma nell’anno 1029 le cose andarono diversamente. Ulfrid con alcuni convertiti si era avvicinato a un’affollata cerimonia che si svolgeva attorno al simulacro di Thor, il dio del tuono dell’olimpo vikingo. Era «il dio dal martello», che i fumetti della Marvel hanno trasformato in supereroe rosso e blu. Ulfrid, come suo solito, si mise a dire che le statue degli dèi erano solo pietra e nulla più, e che niente potevano non essendo altro che manufatti umani. Per dimostrarlo si aggrappò all’idolo e lo tirò in terra, mandandolo in frantumi. Solo che questa volta aveva fatto male i suoi calcoli perché i presenti andarono immediatamente in bestia. Ulfrid fu crivellato di colpi di spada e di pugnale, poi gettato nel vicino lago.