Ultimatum di Prodi: "I partiti dell'Unione rispettino gli impegni"

Dopo il naufragio il Senato, il premier sempre più in difficoltà avverte gli alleati: "La maggioranza chiarisca se vuole andare avanti o se si vogliono far prevalere interessi di parte". Casini: "Meglio staccare la spina"

Roma - Dopo il naufragio al Senato arriva l'ultimatum ai partiti dell'Unione da parte di Prodi, premier sempre più in difficoltà non solo sui numeri alle Camere, ma nel Paese. "È giunto il momento che tutte le forze politiche della maggioranza dicano chiaramente se intendono continuare a sostenere il governo, o se vogliono, invece, far prevalere gli interessi di parte su quelli del Paese".
In una giornata difficilissima per il governo, con le nubi delle tempesta politica che potrebbe spazzarlo via, poco dopo le 19 Romano Prodi scende in sala stampa a Palazzo Chigi. Il suo portavoce Silvio Sircana seduto accanto a lui annuncia una comunicazione del presidente del Consiglio. Il Professore è serio, serissimo e lancia l'appello ai suoi alleati, ma lo fa con il tono di chi lancia un ultimatum: o mi appoggiate o tutti a casa. Non lo dice ma il messaggio è chiero. Prodi non ci sta a farsi logorare a fuoco lento giorno dopo giorno.
"Esigo il rispetto degli impegni" "Non pongo oggi il voto di fiducia - dice - ma esigo che le forze politiche della maggioranza rispettino gli impegni che esse hanno assunto di fronte ai cittadini. Questo è quanto comunicherò nelle prossime ore a tutti i partiti della maggioranza". E' la secca chiusura della "comunicazione". L'aria di crisi è palpabile. Anche tutti o quasi si affrettano a ribadire fiducia, rispetto degli impegn, appoggio al governo. Sarà davvero così nei prossimi giorni?

Veltroni: "Concordo pienamente" Proprio così, "pienamente" gli risponde subito Walter Veltroni, segretario del Pd, giusti "il tono ed il contenuto dell’appello. Il Paese ha bisogno del massimo di solidità della maggioranza per rafforzare l’azione del governo. Questo è il primo impegno del Pd". E gli fa eco Pecoraro Scanio per i verdi "In questo momento è necessario che tutte le forze dell’Unione dicano chiaramente di essere leali al programma sottoscritto ed al voto dei cittadini". Pecoraro se la prende con chi, come nel caso del voto sullo Stretto "interpreta con disinvoltura il vincolo di maggioranza e gli impegni del programma".

L'Italia dei Valori: "Appello non rivolto a noi" E se Fassino "condivide" che chi, come Formisano, capogruppo dell'Italia dei Valori al Senato, fa subito dei distinguo: "Ho la sensazione che Prodi non dicesse a noi, il premier ha ragione e conosce le dinamiche specifiche del Senato".

L'Udeur: "Appello non rivolto a noi" Proprio così... parole di Mauro Fabris capogruppo dei mastelliani alla Camera. "Sottoscriviamo l’appello di Prodi, lo accogliamo in toto. Ma noi abbiamo dimostrato di essere leali, non abbiamo nulla da rimproverarci. L’appello non è rivolto all’Udeur". Che scarica su Di Pietro le colpe: "L’Udeur non ha prodotto alcun atto che mettesse in difficoltà il governo - dice - sulla Finanziaria ha presentato solo 20 emendamenti e non ha mai votato contro. Subiamo continui attacchi mediatici e un’aggressione dall’Italia dei valori".

Di Pietro: "Noi coerenti, no ai veti della sinistra" L’Italia dei Valori vuole rafforzare il governo, non farlo cadere. Ma questo si può fare solo realizzando impegni concreti, ed evitando la "politica dei veti" che la sinistra vuole imporre "spinta da furore ideologico". Antonio Di Pietro risponde così, interpellato dall’Ansa, all'ultimatum del premier. Sinistra che era anche nell'Idv con la senatrice Franca Rame che oggi ha detto "addio" al ministro lasciando il gruppo. "Troppo spesso - insiste il leader dell’Italia dei Valori - assistiamo a una politica dei veti sulle infrastrutture, che non giova al Paese. Ai cittadini, infatti, non interessa se le opere sono realizzate dal centrodestra o dal centrosinistra ma che si facciano".

Mastella: "Piena fiducia" E anche Clemente Mastella rinnova la fiducia al governo. Il ministro della Giustizia viene avvicinato dai cronisti all’uscita dell’aula di Palazzo Madama e risponde così quando gli viene chiesto cosa pensi della richiesta di chiarimento pronunciata questa sera dal premier. "Gli rinnovo la mia fiducia, ci riconosciamo pienamente nelle sue parole".

Migliore (Prc): "Rispetto è applicare il programma" "Il richiamo di Prodi mi pare sia d’obbligo. Detto questo, penso - avverte Migliore, presidente dei deputati di Rifondazione - che gli impegni siano l’applicazione della linea dettata dal programma. In questo senso bisogna procedere. Tutti".

Casini: "Meglio staccare la spina" "I problemi del Paese rimangono: vi sono risse da pollaio tra ministri importanti. In queste condizioni meglio staccare la spina". Lo ha detto il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, intervistato dal Tg1. "Dopodiché - ha aggiunto - la Costituzione prevede le consultazioni dal Capo dello Stato: se la legislatura può essere difesa seriamente bene, sennò meglio le elezioni anticipate".  

Matteoli (An): "Sa che non può andare avanti" "Prodi non ha posto la fiducia perchè sapeva di rischiare". Il capogruppo di An al Senato Altero Matteoli risponde così al premier che ha lanciato un aut aut alla sua maggioranza. "Credo che il presidente del Consiglio abbia registrato la consapevolezza - conclude Matteoli - di non potere andare avanti e quindi ha posto l’aut aut, una cosa mai accaduta".