È un'emergenza l'epatite C

«È necessario adottare il Piano nazionale al più presto, con stanziamenti specifici, perché l'epatite C è ancora un'emergenza sanitaria anche nel nostro Paese», ha affermato a Roma, durante un incontro dedicato alle malattie del fegato, Ivan Gardini, presidente di Epac, l'Associazione onlus fondata nel 2004 che ha come obbiettivo il miglioramento della qualità di vita dei pazienti con epatiti e malati di fegato. Il Piano nazionale è in attesa del via libera definitivo del ministero della salute e poi dovrà essere approvato in Conferenza Stato Regioni.
«Il primo obiettivo del Piano - spiega Antonio Gasbarrini, ordinario di gastroenterologia all'università Cattolica Policlinico Gemelli di Roma - è la realizzazione di un vero studio epidemiologico a livello nazionale per capire la reale prevalenza nella popolazione generale e l'incidenza tra la popolazione a rischio perché i dati disponibili risalgono a 10 anni fa e si riferiscono solo ad alcune regioni italiane».
Occorre poi creare percorsi diagnostico-terapeutici uniformi in tutta Italia. Il paziente deve poter accedere subito alle terapie . Attualmente l'accesso alle cure è ancora diverso da regione a regione. Altro cardine del Piano nazionale è la diagnosi precoce della malattia in modo da poterla curare tempestivamente. Molti pazienti, se non adeguatamente curati, vanno incontro a complicazioni serie, come scompenso epatico o trapianto di fegato, per i più fortunati. L'epatite è diventata un'emergenza sanitaria in tutto il mondo. L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha stabilito di proclamare per il 28 luglio 2013 la Giornata Mondiale dell'Epatite. Più di 170 milioni di persone convivono nel mondo con il virus dell'epatite C cronica e sono a rischio di cirrosi o cancro al fegato, mentre oltre 350mila ogni anno muoiono per malattie causate da questo virus, contro il quale non esiste un vaccino. Sono questi i dati mondiali che riguardano la diffusione delle epatiti. Un'epidemia contro la quale servono maggiori misure di prevenzione e di screening, oltre all'ampliamento della copertura del vaccino contro l'epatite B. L'Italia detiene il primato europeo per la prevalenza delle malattie epatiche da virus con una preoccupante incidenza sulla mortalità e numeri allarmanti: epatiti, cirrosi, tumori al fegato sono la causa di 20mila decessi all'anno, oltre un milione gli italiani affetti da epatite C e circa 500mila i malati di epatite B cronica.
L'epatite è un'infiammazione del fegato, generalmente causata da un'infezione virale. Cinque i principali virus (A, B, C, D, E) responsabili di una larga schiera di patologie, anche mortali. Soprattutto i tipi B e C conducono a patologie croniche, causa principale di cirrosi e tumori epatici. Oggi esistono cure con farmaci potenti e sicuri, capaci di spegnere l'epatite B e guarire almeno la metà dei malati con epatite C. Chi non risponde alle cure viene regolarmente sottoposto a sorveglianza con ecografia epatica per una diagnosi precoce di un'eventuale neoplasia del fegato. Per il trattamento di HIV e infezioni da HCV la ricerca farmaceutica ha fatto grandi progressi e in pochi anni ha ottenuto grandi risultati nella storia della lotta contro queste malattie. Daria Hazuda, World Wide Discovery Head of Antiviral and Infectious Disease Research dei laboratori di ricerca della statunitense Merck, tra I primi gruppi farmaceutici al mondo e all'avanguardia nella scoperta e sviluppo di terapie innovative per la cura delle malattie del fegato. «Si stanno sperimentando - ha ricordato - farmaci efficaci di ultima generazione, con meccanismi d'azione complementari e nuove combinazioni. La ricerca avanza.