Uova di cioccolato? Sì, ma trendy

Valeria Arnaldi

Pasqua come Natale, senza sorprese ma con tanti addobbi. Sembra proprio che i romani, quest’anno, siano stanchi delle tradizioni. Le prime a pagare il prezzo del «restyling» sono le uova di cioccolato, sostituite da sculture, altrettanto gustose, ma decisamente più trendy e adatte anche come centrotavola. Il primato va a Panella in via Merulana 54, che propone la cioccolata «marmorea»: da un fondo di chiaroscuro al cacao emergono disegni equestri o cammei con viso di donna. Ai clienti più romantici, il noto pasticciere propone la linea «provenzale», con piccoli fiori rampicanti. Via libera anche ai colori con conigli, papere, colombe, gatti, ranocchie, panda, maialini e, perfino, piovre. Le sculture più semplici sono quelle nelle quali orecchie, naso e piedi sono applicate direttamente sull’uovo-busto. Le più preziose rappresentano vere e proprie scenette ambientate in laghi nei quali nuotano mamma papera e i suoi anatroccoli, fattorie piene di animali, pollai con galline e, ovviamente, microscopiche uova.
Dal piccolo bar alla grande pasticceria, la Pasqua si festeggia con ironia: non mancano personaggi-uovo con facce buffe o addirittura mascherati, e premi come l’Oscar cinematografico e il Tapiro televisivo. Scelta la forma, tocca al gusto: il cioccolato più «in» è fondente dal 70 all’80 per cento, meglio se importato dai Paesi dell’America Latina. Attenzione a non fare confusione, il vero intenditore riconosce le sfumature diverse a seconda della provenienza. Per i nostalgici, il cioccolato è bianco come la tavoletta Galak, o alle «Smarties», colorato con le note pastiglie.
Chi, per quanto sia démodé, non vuole rinunciare all’uovo, presti grande cura nella scelta delle sorprese. È finita la stagione di portachiavi e specchietti, che hanno deluso più generazioni di bambini. Oggi, il regalo si sceglie come per ogni altra festa dell’anno. Ai più grandi pensano Perugina e Coca-Cola con oggetti preziosi ispirati al design dei celebri marchi e prodotti, dal ciondolo a forma di Bacio al secchiello porta bibite, opportunamente reclamizzati sulle etichette. Più complicata la scelta per i piccoli. In testa alla classifica dei prediletti dai bambini ci sono i folletti del regno di Muglo, capeggiati dal principe Mirmo, arrivato sulla terra per sfuggire all’ennesima richiesta di matrimonio della fidanzata Rima. Dall’ovetto in cioccolato al latte alla confezione in plastica, la garanzia è la stessa per tutti: il gioco è ispirato alle avventure del mini-mondo. Ci sono piccoli personaggi in gomma, più grandi in pezza, giganti da gonfiare e usare come punging-ball. Non manca una radio a forma di folletto. Per uno che sale, un altro scende. Perdono punti Hamtaro, star della scorsa Pasqua, e Topo Gigio. Restano in vetta le uova del Wrestling per lui e quelle delle bambole Bratz per lei. Trucchi, borsette e accessori per il look si trovano all’interno delle confezioni firmate Barbie. A farla da padrone sono le uova in plastica, «dietetiche» - anche le bambine ormai stanno attente al peso - ma ricche di regali. Uovissimo, SuperPasqualone, Pasqualina sono solo alcune delle proposte sul mercato, disponibili in più versioni con gadget legati a film, programmi e cartoon televisivi. Da collezione gli ovetti del film «L’era Glaciale 2», al cinema dal 21 aprile: il più richiesto è il pupazzo Scrat, lo scoiattolo eternamente impegnato nella ricerca di una ghianda.
Ma i festeggiamenti coinvolgono l’intera casa. Si comincia dalla porta di ingresso, su cui si appendono finte casine per uccelli, colombe e pulcini in legno o stoffa. Tra le stanze, tornano di moda le tende in perline Anni Settanta, che alternano a finti cristalli, ciondoli a forma di uova e galline. Non poteva mancare l’albero. Le regole per addobbarlo sono semplici. Tra rami di pioppo, pesco o mandorlo si appendono pendagli colorati in legno, vetro o metallo: fiori, uova e uccelletti, non si disdegna il riciclo dei «natalizi» angioletti e campane. La tendenza è nuova, ma ha radici antiche. Nel Medioevo, infatti, il sabato santo, gli uomini recidevano un albero e lo decoravano in omaggio al risveglio della natura.