Usa, allarme a Washington: dai rubinetti acqua al cromo

Dai rubinetti delle case di Washington esce acqua avvelenata dall'eccessiva concentrazione di Cromo Esavalente. Un metallo pericolosissimo che se assunto anche in piccole quantità può causare la formazione di tumori. Si tratta dello stesso veleno contro cui si battè Erin Brockovich, la cui storia venne portata sul grande schermo da Julia Roberts nel film 2001 diretto da Steven Soderbergh. Per quella interpretazione la Roberts vinse il premio Oscar 2001 come migliore attrice protagonista.
La denuncia viene dall'associazione ambientalista Enviromental Working Group, che ha analizzato a fondo l'acqua in oltre 35 città americane. I dati saranno presentati domani, ma il Washington Post oggi anticipa il cattivo stato dell'acqua della Capitale. Il governo federale da tempo ha lanciato l'allarme sulla pericolosa presenza di questo metallo nelle acque che sgorga nelle case degli americani. Si tratta di una sostanza largamente usata da decenni dall'industria chimica, al centro delle polemiche esplose proprio dopo che Erin Brokovich riuscì a scoprire come la Pacific Gas e l'Electric Company, le due aziende erogatrici di acqua e gas nella cittadina di Hinkley, in California, tenevano all'oscuro i cittadini sui rischi a cui andavano incontro.
La California, da sempre all'avanguardia sui temi della tutela ambientale, ha quindi cominciato ad affrontare il problema. L'anno scorso ha proposto l'introduzione di un livello massimo di concentrazione del cromo esavalente nell'acqua, pari a 0,06 parti per miliardi di litri, come soglia da non superare per assicurare la salute pubblica. Secondo lo studio di oggi, l'acqua di 31 città sulle 35 esaminate supera i limiti proposti dalla California. Contro questi livelli di guardia, s'è espressa l'associazione delle industrie chimiche americane, convinti di non aver alcuna responsabilità. Sostengono che l'acqua che esce da tantissime falde acquifere ha già al suo interno una percentuale di cromo superiore allo 0,06 parti per milione di litri e che questo limite è eccessivamente basso. «Nemmeno i più sofisticati metodi d'analisi usati dal ministero dell'Ambiente (Epa) sono in grado di rilevare un livello così infinitesimale di cromo presente nell'acqua», protesta uno dei portavoce dell'industria chimica. Da parte sua l'amministrazione ha fatto sapere che aspetta di leggere i numeri per decidere il da farsi.