Usa, si decide sull'Afghanistan

La Casa Bianca ha reso noto che il presidente ha convocato i
vertici del governo coinvolti nella messa a punta della nuova strategia per Afghanistan e
Pakistan. Tre opzioni per i rinforzi

Washington - Nuovo consiglio di guerra del presidente degli Stati Uniti, Barack Obama. La Casa Bianca ha reso noto che il presidente ha convocato per la serata di oggi i vertici del governo coinvolti nella messa a punta della nuova strategia per Afghanistan e Pakistan. Con Obama prenderanno parte alla riunione il vicepresidente Joe Biden, il segretario di Stato Hillary Clinton, il ministro della Difesa Robert Gates, l’ambasciatore americano all’Onu Susan Rice, l’inviato speciale Usa per Afghanistan e Pakistan Richard Holbrooke, il capo degli Stati Maggiori, ammiraglio Michael Mullen.

Tre opzioni sul tavolo Obama si trova davanti tre diversi scenari che vanno da quello più cauto, che prevede l’invio di altri 10/15 mila uomini, fino a quello più "rischioso" che farebbe salire il numero dei soldati americani a Kabul di altre 40 mila unità. Ad agosto il generale Stanley McChrystal, comandante delle forze Nato in Afghanistan, aveva spiegato che senza un invio "massiccio" di rinforzi difficilmente il Pentagono avrebbe potuto dare alla guerra la svolta necessaria e aveva sottoposto tre opzioni, una delle quali richiedeva altri 80 mila uomini.
Queste le possibili strategie secondo gli analisti del New York Times.
Invio di 40 mila uomini: è la scelta caldeggiata dai generali sul campo. Prevedrebbe il dispiegamento di 10 mila soldati nella provincia di Kandahar, la secondo più grande città del Paese, dove attualmente si trovano 3.200 americani. Insieme a quella di Helmand la provincia di Kandahar è una delle più instabili e il suo controllo è ritenuto una chiave di volta nelle operazioni che vanno avanti dal 2001. Ad Helmand andrebbero circa 5 mila soldati e altri 5 mila nell’est del Paese, tra Paktika e Khost. Gli altri 10 mila uomini arriverebbero allo scopo di addestrare le forze di sicurezza locali.
Tra i 20 e i 35 mila uomini di rinforzo
: si tratta della soluzione considerata più probabile e di cui si è maggiormente parlato nelle ultime settimane. L’ipotesi è sostenuta sia dal segretario alla Difesa, Robert Gates, che dal segretario di Stato, Hillary Clinton. A differenza della prima opzione questo piano prevede un minor impiego di addestratori, ma i rinforzi nelle province del sud sarebbero comunque garantiti. Se i militari fossero "solo" 20 mila a risentirne, secondo gli esperti, sarebbe l’area di Helmand dove resterebbero solo i 4 mila soldati già presenti. Il costo di questa strategia è stimato tra i 25 e i 30 milioni di dollari in più all’anno.
Invio di 10 mila soldati: è la scelta per la quale spinge da mesi il vicepresidente Joe Biden, che vuole mandare al fronte il minor numero di americani possibile. L’ipotesi prevedrebbe un deciso incremento nel numero di attacchi aerei attraverso i velivoli senza pilota e l’invio di soldati che servirebbero esclusivamente all’addestramento dell’esercito afgano. La formazione delle truppe locali è considerata imprescindibile da Obama che vuole cercare di fissare una data per l’inizio del passaggio di poteri alle autorità locali. Alla fine dell’anno gli americani in Afghanistan saranno comunque circa 68 mila. L’annuncio definitivo non è previsto prima della settimana prossima, dopo la Festa del Ringraziamento durante la quale Obama dovrà prendere la decisione che l’America attende oramai da tre mesi.