Val di Fiemme, festa con la parata delle mucche e i sapori d'autunno

Weekend fra tradizioni e peccati di gola a Predazzo il 7 e l'8 ottobre con la "desmontegada" e il Festival del Gusto. Il prezioso miele di melata che le api ricavano dall'abete rosso

E la festa della tradizione d’autunno, delle radici che si legano al presente, quella che si tiene domenica 8 ottobre a Predazzo, nel cuore della Val di Fiemme: la Desmontegada de le vache. Appuntamento in centro alle ore 11 quando iniziano a sfilare le mucche agghindate a festa con fiori e artistici campanacci artistici che fanno da colonna sonora al loro passaggio. E assieme a loro sfilano contadini, malgari e pastori di tutte le età in costume tipico, carri di fieno, carrozze, cavalli, pecore, capre e persino galline. E iI laboratori della Strada dei Formaggi delle Dolomiti trasformano i bambini in sapienti casari.

Festa dei colori, spaccato della vita nelle vallate dolomitiche di questa parte del Trentino ma anche festa del gusto - altro pilastro della valle - perché in occasione della Desmontagada e del Festival Europeo del Gusto, le tavole si arricchiscono di piatti della tradizione, ricette rivisitate e riproposte in chiave moderna, specialità tipiche proposte dal 7 all’8 ottobre dalla ressegna Autunno in Tavola che invita alla scoperta dei sapori, delle essenze della natura, dei profumi del bosco e i prodotti a chilometro zero della Val di Fiemme e del Trentino. Il Festival prevede incontri pubblici, show cooking, tour, e eventi enogastronomici.
Sabato e domenica 8 la piazza principale di Predazzo si si anima di bancarelle, casette e gazebi enogastronomici, paioli di polenta, con gli stand del Festival del Gusto che fanno da cornice alla Desmontegada di domenica. l Festival prevede incontri pubblici, show cooking, tour, e eventi enogastronomici.

E, sempre a proposito di eccellenze e prodotti tipici, Giuseppe March, apicoltore della pasticceria e cioccolateria Fior di Bosco di Predazzo, ha vinto un importante premio nazionale con il suo miele di melata dal sapore armonico e maltato. Riconoscimento Grandi Mieli d’Italia - Tre gocce d’oro esposto in bella mostra fra gli scaffali della pasticceria conosciuta anche per i suoi mieli e le sue confetture di marmellata. Al più importante concorso nazionale di mieli, a Castel San Pietro Terme, lo scorso 17 settembre erano presenti 840 campioni provenienti da tutta Italia. Le analisi rganolettiche, eseguite per valutare il suo miele, hanno rappresentato una ulteriore tappa della ricerca sui mieli di melata iniziata sette anni fa da Giuseppe March.

Tutto è iniziato molto prima, 25 anni fa, quando si è inscritto all’Albo degli assaggiatore di mieli. “A quei tempi - racconta March - non si sarebbe mai pensato di arrivare a distinguere una melata di abete rosso da una melata di abete bianco. L’Italia è veramente unica per le varietà che presenta, sia di millefiori, sia di uniflorali, Allora se ne riconoscevano 20, oggi se ne contano almeno una decina in più”. Tredici anni fa, partecipando allo stesso concorso nazionale, March aveva ricevuto un premio con il miele millefiori Fior di Bosco che produce a Bellamonte. Quest’anno ha ritirato il premio per quel gustoso miele di melata di abete rosso che hanno prodotto le sue api, volando di ago in ago nei boschi di Molina di Fiemme e Stramentizzo.
Il pregiato abete rosso della Val di Fiemme, che permette di creare casse armoniche di strumenti musicali a corde, mobili pregiati e pavimenti biocompatibili, si distingue anche nel campo agroalimentare, per aver favorito la produzione di un pregiato miele di melata.
Giuseppe March è impegnato nella ricerca sul miele di melata di abete rosso, meno conosciuta di quella di abete bianco, con un gruppo di assaggiatori e apicoltori trentini e bellunesi.
Con un paziente lavoro sono riusciti a evidenziare le diverse caratteristiche organolettiche dei due tipi di “melata”. Tanto che, da un paio d’anni, al concorso Piana di Castel San Pietro Terme, si è scelto di presentarli in maniera distinta. Pur essendo entrambi pregiati e ricercati, i mieli di melata di abete rosso, prodotti soprattutto nel nord Italia, in Austria e in Slovenia, hanno un aroma più armonico e maltato di quello dell’abete bianco che è più resinoso, con differenti sfumature anche nel colore e all’olfatto. In ogni caso, entrambi, si distinguono da mieli di nettare per il loro gusto pieno e complesso.
“L’idea di valorizzare questo miele è rimasto un chiodo fisso, perciò mi sembrava giusto mandarne un campione al concorso nazionale più importante. Il risultato finale mi ha dato ragione. Ho ottenuto le due gocce d’oro, un punteggio veramente alto”. E Mach lancia un appello: “Mi interesserebbe ricevere tanti campioni dagli apicoltori locali per arrivare a definire con maggiore precisione il miele fdella Val di Fiemme, in base alle zone dove viene prodotto”.

PIÙ NUTRITIVO, MENO DOLCE

La “melata” è una sostanza a zuccherina che si forma sugli alberi, principalmente conifere come l’abete rosso, il pino, ma anche su alberi come tiglio, quercia e acero. Questa sostanza è prodotta da piccoli insetti (principalmente afidi) che si nutrono di linfa e secernono la melata, una sostanza di scarto ricca di sostanze nutritive come zuccheri e sali minerali. Le api raccolgono la melata e la trasformano in miele, grazie agli enzimi.
Il miele di melata, dal sapore meno dolce rispetto a quello ricavato dal nettare dei fiori, è più adatto all’alimentazione di coloro che vogliono ridurre gli zuccheri. Infatti, il suo indice glicemico è più basso rispetto ad altri tipi di miele.
Come il miele di nettare ha qualità antibatteriche e lenitive per le vie respiratorie, adatto a calmare bronchiti e tracheiti, ma utile anche per il raffreddore o l’influenza. Al suo interno è possibile trovare polifenoli e altre antiossidanti.Rispetto al miele di nettare, il miele di melata è ancora più ricco di sali minerali (ferro, fosforo, magnesio, manganese e potassio). Grazie alla presenza di olisaccaridi aiuta il fisiologico funzionamento dell’apparato gastrointestinale. Il suo colore è molto scuro. La consistenza è compatta e densa, anche se non cristallizza come il miele di nettare.