Vale in pole: «La moto vola adesso serve il miglior Rossi»

Il pesarese per la seconda volta in stagione parte in testa: «Spero che altri arrivino davanti ad Hayden»

da Brno
Sembrava dovesse essere la sfida capace di infiammare gli appassionati per tutto il campionato, non solo quelli italiani. Invece, purtroppo, Valentino Rossi contro Loris Capirossi è stata l’eccezione, non la regola di un campionato anomalo, imprevedibile, che sta finendo contro ogni pronostico nelle mani di Nicky Hayden. Questo, perlomeno, dice la logica dettata dalla classifica, con Nicky al comando con un bel gruzzolo di punti da amministrare: 34 sul compagno di squadra Pedrosa, 44 su Melandri, addirittura 51 su Rossi. Una situazione apparentemente compromessa, ribaltabile soltanto con un colpo di genio. «Ci vorrà il miglior Rossi della storia per annullare lo svantaggio - dice sornione Valentino -, ma ci vuole anche una Yamaha competitiva, proprio come lo è stata in prova a Brno».
La pole position, che quest’anno era riuscito a conquistare soltanto a Barcellona, dove poi, puntualmente, era salito sul gradino più alto del podio, l’ha rinfrancato, gli ha fatto tornare la speranza. «Sono tornato dalle vacanze in forma - racconta - e la lunghissima riunione avuta dopo il disastro di Laguna Seca è stata fondamentale. Io sono stato molto preciso nel dare le indicazioni, la gente che lavora con me è stata eccezionale nel realizzarle. Bisognava tornare a essere competitivi anche in prova e ci siamo riusciti nel migliore dei modi, con un giro stratosferico e battendo uno tosto come Capirossi».
Eccola, quindi, Rossi contro Capirossi, i due piloti più amati dagli italiani in una sfida tanto incerta quanto spettacolare. «Dopo tutte le difficoltà che avevamo avuto nelle gare precedenti in prova - continua Vale - abbiamo deciso di cambiare strategia, di cominciare a girare con le gomme da tempo fin da venerdì, per risolvere i guai della M1. Abbiamo fatto una modifica importante al posteriore, per sfruttare l’extra-grip del pneumatico morbido da qualifica, senza però sbilanciare la moto». Un lavoro mai fatto prima, portato avanti anche a scapito della messa a punto per la gara, perché l’obiettivo prioritario del campione era riuscire a conquistare la prima fila. Poi, anche se la Yamaha non sarà perfetta, ci penserà lui a fare la differenza. «Nel passo gara, Capirossi è quello messo meglio di tutti, mentre io sono molto costante ma più lento. Dovremo fare un ulteriore miglioramento, ma l’importante è partire davanti, perché poi, solitamente, riesco a fare una buona gara».
Come in prova, l’avversario più pericoloso sarà proprio il pilota della Ducati, capace di sparare a metà turno un tempone che sembrava imbattibile, tanto che lo stesso Loris è rimasto quasi 17 minuti fermo al box a guardare i suoi rivali. Poi, nel finale, è arrivata la zampata di Valentino, ma il secondo posto di Capirossi è comunque un grande risultato, specie per come è stato ottenuto. «Venerdì mattina - svela Loris - dopo il primo turno di prove avrei voluto tornare a casa tanto era disperata la situazione. Siamo rimasti calmi, abbiamo stravolto la moto e la situazione è cambiata completamente. Anche le Bridgestone vanno alla grande: la gara è di 22 giri, ma io potrei farne addirittura 33... Quest’anno non sono mai stato così competitivo, nemmeno a Jerez quando vinsi».
Ecco, quindi, Valentino Rossi contro Loris Capirossi, in un confronto già andato in scena al Mugello, quando vinse il campione della Yamaha. «La gara si deciderà negli ultimi sei, sette giri» dice Rossi, che più che un avversario vede in Capirossi un rivale, perché se gli arrivasse alle spalle potrebbe togliere punti importanti a Nicky Hayden, che scatterà dalla seconda fila con il quarto tempo, dietro anche al sempre più sorprendente Kenny Roberts con l’artigianale KR realizzata dal padre. «Chi mi precede in classifica generale - chiude Rossi -, è un po’ in difficoltà: Melandri e Pedrosa sono indietro (rispettivamente undicesimo e nono, ndr) e posso recuperare punti su di loro. Se qualche pilota si inserisse tra me e Hayden sarebbe perfetto».
Brno è sempre stato un appuntamento cruciale per Valentino, che qui vinse nel 1996 il suo primo GP iridato: quel successo segnò l’inizio di un’era trionfare, oggi sarebbe l’inizio della rimonta.