Valmasino, nel Kima gli skyrunner alla conquista del regno del granito

È la più dura corsa in montagna al mondo: 7 i passi da valicare, il dislivello è di 3.650 mt

Dal 19 al 21 agosto torna il Kima, la gara di skyrunner che si svolge sul sentiero Roma (Valmasino), uno dei più spettacolari tracciati delle Alpi. La corsa nel «regno del granito» si è conquistata un posto di primo piano nei circuiti internazionali degli skyrunner sia per i requisiti tecnici del percorso che per l’ambiente di alta montagna in cui si snoda. Per completare la prova, infatti, gli atleti devono valicare ben 7 passi, tutti al di sopra dei 2.500 metri, il più alto dei quali, il Cameraccio è posto a quota 2.950 mt, percorrendo 48 km e 203 metri con un dislivello di 3.650 metri. Di solito, impiegano 6 ore scarse a fronte dei 3/4 giorni di un alpinista allenato...
La storia L’8 luglio 1994, durante un intervento di soccorso alpino, muore a soli 31 anni Pierangelo Marchetti, guida e scalatore. Meno di un mese dopo, la sorella, Ilde, con un gruppo di amici, dà vita all’Associazione Kima (era il soprannome di Pierangelo). L’Associazione si propone, tra l’altro, di sensibilizzare le organizzazioni e gli enti che si occupano di soccorso in montagna per migliorare le condizioni di sicurezza. Per questo, ad ogni edizione del Kima, sono organizzati convegni e gruppi di studio sui problemi della montagna. Già durante l’estate dal ’94 ci furono proiezioni per far conoscere la Valmasino e in seguito furono molti gli eventi di promozione della zona del Kima.
Il trofeo È probabilmente la più dura e impegnativa corsa in montagna della terra e nel corso degli anni è divenuta un mito tra gli skyrunner. L’itinerario percorre per la maggior parte il sentiero Roma, tracciato nel 1928 per iniziativa del Cai di Milano come pista di collegamento in quota tra i rifugi dell’alta valle. Sono 48 km nel «regno del granito», su e giù per nevai, valli, rocce, cenge, ripidi canali ghiacciati e pareti attrezzate con corde fisse. Si svolge tra i 1.000 e i 3.000 metri valicando, come detto, uno dopo l’altro, 7 passi.
I numeri 850 metri, a Filorera dove inizia e finisce il Kima; 2.950 mt il passo del Cameraccio, la quota più alta della gara; 48 km e 203 mt la distanza da percorrere; 7 i passi da valicare; 3.650 i metri di dislivello; 4 i rifugi toccati: Ponti, Gianetti, Allievi e Omio; 5h49’10“ della corsa stabilito da Mauro Gatta nel 1998. La miglior prestazione femminile è di Gloriana Pellissier con 7h48’27“; 300 i volontari che rendono possibile la manifestazione; 20.000 gli spettatori che vi assistono mediatamente.
Gli skyrunners Sono i maratoneti della montagna, atleti straordinari che negli ultimi anni hanno stravolto i tempi delle ascensioni in quota. Nel mondo sono tra i quindici e i ventimila provenienti da una trentina di Nazioni.
Lo skyrunner è nato ufficialmente all’inizio degli anni Novanta e le prime gare sono state disputate in Italia, Nepal, Colorado. Ma già negli anni Settanta Romano Cugnetto aveva rilanciato sui ghiacci del Rosa il trofeo Mezzalama.
I record dei «corridori del cielo» si sprecano: poco più di tre ore per il Cervino, meno di sette per il Monte Bianco, andata e ritorno, otto e mezzo per la salita e la discesa dei 5.895 del Kilimanjaro, tre ore e quaranta per i 6.959 dell’Aconcagua, la vetta più alta delle Americhe, e solo dodici oer per gli 8.201 metri del Cho Oyu, uno dei giganti himalayani. In Tibet gli skyruners hanno condotto a termine in circa tre ore e mezzo (meno, per la verità) la maratona più alta del mondo, che si svolge a 5.000 metri di quota, mentre in Val d’Isere sono bastati una mezz’oretta all’incirca per il cosiddetto Chilometro verticale, una salita di mille metri di dislivello lumngo una pista di sci. Questi risultati sono ovviamente frutto di una dura disciplina sportiva che prevede, di corsa, circa 30.000 metri di dislivello ogni mese per tenersi in allenamento, dieta severissima e una passione debordante.
Il Minitrofeo Kima È una maratona non competitiva nel fondovalle della Valmasino. Si svolge contestualmente alla grande gara sul sentiero Roma. Il Mini è alla portata di tutti e si sviluppa in due percorsi in piano (6 e 16 km) che permetteranno alle persone comuni e i bambini di esplorare una delle aree meglio comservate delle Alpi, a soli 130 km da Milano: un paradiso di boschi secolari placconati di granito, scate e cime arditissime.
Nella stessa giornata si celebrerà in Valmasino la Festa delle Guide e verrà consegnato il Premio di Solidarietà ad una delle guide che si è particolarmente distinta nel soccorso in quota.