Vasco infiamma gli 800mila del Concertone

Oltre 800mila hanno assistito al
concertone del Primo maggio che ha visto il trionfo di Vasco Rossi. La star è
tornata in piazza San Giovanni dopo dieci anni di assenza. Ma, tra un pezzo e l'altro, non manca il messaggio politico (di sinistra). Ed è polemica

Roma - Ovunque canti è un successo. Sono stati oltre 800mila, secondo gli organizzatori, ad assistere al concertone del Primo maggio che ha visto il trionfo di Vasco Rossi, tornato in piazza San Giovanni dopo 10 anni di assenza. Una canzone dopo l'altra, intervallando pezzi rock a ballate più melodiche, l'indiscusso re della musica italiana ha infiammato tutto il pubblico. Poi, tra un pezzo e l'altro, ecco - immancabile - il messaggio politico. Ed è subito polemica.

Vasco sul palco Dalle 15 con Paolo Belli a oltre la mezzanotte la lunga maratona musicale è andata in onda su Rai 3 ospitando molti artisti dai Nomadi a Caparezza, da Edoardo Bennato agli Afterhours. Ma il più atteso era Vasco Rossi, che ha regalato una cover di Sono un ragazzo di strada (dei Corvi, 1966) e alcuni dei suoi classici come Sally e C’è chi dice no. Vasco ha citato più volte il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, rivolgendogli l’invito: "Vieni qui Silvio". Non solo. Nel brano Non appari mai, ha cambiato un verso: "Qui siamo tutti belli e buoni, votiamo tutti Berlusconi".

Le vittime in Abruzzo Oltre al rock, il concertone ha ricordato le vittime del terremoto in Abruzzo e i morti sul lavoro. Sul palco è salita una banda proveniente dalla terra colpita dal sisma ed è stata lanciata la campagna per la raccolta di fondi per borse di studio destinate agli orfani delle morti bianche. Una campagna intitolata Il mondo che vorrei, tema artistico della XX edizione del concertone e che Vasco ha cantato sul palco (tra il pubblico c’era anche suo figlio Davide). "È evidente che Vasco abbia catalizzato il concerto - ha commentato alla fine della serata il conduttore Sergio Castellitto - ma ci sono stati gruppi straordinari". Presenti anche i tre segretari di Cgil Cisl Uil. Per Guglielmo Epifani della Cgil, "il Primo maggio è la Woodstock italiana".