Vecchie polemiche e soliti revisionismi La cultura in vacanza

Ogni estate anche nella "Terza" si leggono le stesse cose: dai gialli a puntate alle inchieste sul ruolo degli intellettuali

Perché i tormentoni esistono, e non solo in musica. Anche nel giornalismo. Soprattutto nella cronaca: arriva l’afa killer, partono i vacanzieri, tutti in coda a Ferragosto, l’esodo, il controesodo, contro-allarme sull’esodo: «Quest’anno non c’è l’esodo!». Bollino nero, bollino rosso, ecco le spiagge con il bollino blu... Il bon ton da spiaggia, le spiagge dei vip, le diete, come mantenersi in forma facendo una dieta da vip nelle spiagge con il bollino blu...
Ma anche la cultura, oltre la cronaca, ha i suoi tormentoni, i canoni estivi del sapere. Il canone di Harold Bloom, l’anti-canone di Bloom, il tormentone da spiaggia sul papiro di Artemidoro: ’na bira e Lisippo... Canoni, canicola e campielli.
E così, ecco i pezzi-tormentoni che ogni estate ci ritroviamo a leggere nelle pagine vacanziere della Cultura. Un pezzo sui classici da rileggere, un’articolessa di Arbasino sull’America d’antan, una passante di Magris sulla Mitteleuropa, una lenzuolata di Scalfari sull’etica civile. Il tormento dei Maestri, eppure sarebbe ingiusto criticarli: è una questione di intellighenzia.
E poi un pezzo sui danni del multiculturalismo, uno sugli effetti del berlusconismo, uno sulle nuove tendenze letterarie: come la narrativa affronta il tema della crisi economica e come i giovani autori intervengono nella realtà culturale. Da una parte la borsa e l’editoria, dall’altra i valori e la letteratura. I TQ e i tycoon.
Poi una bellissima serie estiva sull’amor fou dei grandi scrittori: Dino Campana e Sibilla Aleramo (o Aleràmo?), Raymond Carver e Tess Gallagher, Giorgio Manganelli e Alda Merini, Rainer Maria Rilke e Lou Salomé, Paul Verlaine e Arthur Rimbaud. Italo Calvino e Elsa De Giorgi (di solito finisce in prima pagina). Amori e scrittori. Ma in amore il tradimento si può perdonare? In letteratura sì: del resto, tradurre è sempre un po’ tradire.
Ancora. La traduzione a puntate di un giallo scandinavo, meglio se norvegese quest’anno, poi un passante sui libri da leggere sotto l’ombrellone, una montagna di libri da portarsi a Cortina e un mare di idee da portarsi a Capalbio. Siamo all’ultima spiaggia... Ma cosa leggono gli italiani in vacanza? Comunque, sempre meno degli altri popoli europei. E per i settimanali: uno «Speciale Estate 2011» con tutte le idee da leggere, guardare, ascoltare, scoprire, gustare (sic) sotto l’ombrellone. Due racchettoni così.
Estate, la stagione dei revisionismi clamorosi: «Che Guevara: un finto rivoluzionario, un vero conservatore. Ecco le lettere che svelano il lato oscurantista del “guerrillero”». «Gramsci si convertì sul letto di morte: la testimonianza inedita del prete che lo confessò». «John Lennon? Un cripto-fascista: dagli archivi della Cia i documenti che dimostrano come a rockstar appoggiasse in segreto la guerra in Vietnam».
E poi, soprattutto, una serie di pezzi sugli intellettuali e l’impegno. Che fine ha fatto l’impegno? Che fine hanno fatto gli intellettuali? Ma fino a quando ci faremo queste domande?
Un elzeviro su Capri e uno su Venezia. Le polemiche sui film esclusi da Venezia (ma il cinema italiano è morto? E Marco Müller è vivo?). E una bella inchiesta sullo stato dei musei, una sull’arte gratis, una sull’arte contemporanea, una sullo stato dell’arte e l’arte di Stato. Un «pro e contro» i finanziamenti alla cultura. Domanda per una discussione tipica da spiaggia: «La cultura, si mangia?».
La cultura non si mangia, ma i romanzi da ombrellone si bevono tutti d’un fiato, dove «fiato» diventa l’unità di misura della qualità di un romanzo: «Si legge d’un fiato», «Si legge tutto di un fiato»; «Un romanzo che non fa tirare il fiato»; «Un romanzo che lascia senza fiato»; ma anche: «Un romanzo dal fiato corto»...).
La cultura, però, soprattutto d’estate, è all’insegna della leggerezza, del gossip, dello scandalo, ma raffinato. Esempio: «Martina Stella: sto scrivendo due romanzi sulle donne. Per evitare problemi li pubblicherò sotto pseudonimo». La stroncatura del critico: «Per evitare imbarazzi poteva anche non scriverli».
Tormentoni culturali e tormenti della cultura. Quanti sono i premi letterari in Italia? E servono? E vincere un premio, quanto fa vendere di più un libro? A proposito: che fine ha fatto la critica letteraria? E il romanzo, è morto? Anche i critici se è per quello. E prima della fine di agosto, un bel pezzone su tutte le novità che leggeremo a settembre. September Morn, Do you remember? A settembre, ricordati, c’è il festival di Mantova! Sì, ma non è più quello dei primi anni... Estate, tempo di festival. Della letteratura, della Mente, della Storia, del Giallo, della filosofia, della filologia, della fantasia, di Salisburgo... Il compleanno del Maestro Muti, che inopinatamente cade ogni anno, sempre d’estate. Arte&politica. La musica classica è di destra, la musica pop di sinistra. Montanelli: era di sinistra o di destra? E ovviamente: che fine hanno fatto la destra e la sinistra?
Ah, come vorremmo leggere un bel pezzo sulla memoria condivisa.