La Venere di Morgantina torna a casa, sarà esposta ad Aidone

Il capolavoro della scuola di Fidia è sbarcato<BR> ieri a Fiumicino. Il governatore della Sicilia<BR> esulta: una giornata storica. Ma dopo l'«esilio»<BR> in uno dei maggiori musei privati del mondo,<BR> che cosa troverà la statua nella sua terra<BR> d'origine? Un piccolo museo lontano da tutto

Dopo oltre trent'anni la Venere di Morgantina è di nuovo a casa. Ieri mattina è atterrata a Fiumicino e da giovedì prossimo dovrebbe essere esposta al pubblico nel museo di Aidone, in provincia di Enna. Il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, esulta. «Il caso ha voluto - ha detto - che mentre si celebra l'Unità d'Italia la Sicilia può aggiungere anche la gioia per il ritorno della Venere di Morgantina». E tutti gli italiani devono essere contenti che l'imponente statua di marmo e tufo (è alta due metri e 20) scolpita da un discepolo di Fidia alla fine del quinto secolo avanti Cristo sia stata restituita al nostro Paese. Prima di tutto perché quando fu scoperta, nel 1979, fu sottratta illegalmente al suo proprietario, cioè lo Stato, dai tombaroli. E poi perché potrà tornare a essere ammirata nei luoghi dove fu concepita, in quella Magna Grecia che insieme con l'Attica è stata la culla della civiltà occidentale. Insomma, Afrodite o Persefone o Demetra che sia - perché fra gli studiosi non c'è accordo su chi la statua rappresenti -, quel capolavoro conosciuto nel mondo come la Venere di Morgantina torna a casa. Ma finora dov'è stato? Nel 1988 fu acquistato per 18 milioni di dollari dal Paul Getty Museum, fondato solo l'anno prima in onore del petroliere e collezionista scomparso nel 1974. E fino a qualche giorno fa era stato il pezzo più pregiato di un'istituzione che nelle due sedi di Los Angeles e Malibù espone opere come il cosiddetto Atleta di Fano (il bronzo realizzato da Lisippo, il ritrattista di Alessandro Magno), oltre 1.200 fra reperti greci, etruschi e romani e quadri di Masaccio, Mantegna e Tiziano. Il tutto visibile gratis, in musei comodamente raggiungibili coi mezzi pubblici ma dotati di ampi parcheggi a pagamento, dove si trovano ristoranti, bar e zone picnic, due biblioteche (quella di Los Angeles dispone di 900mila fra libri e riviste di arte e architettura; quella di Malibù ne ha 20mila), parchi che sono veri giardini botanici, negozi e locali che ospitano mostre con opere provenienti da musei di tutto il mondo, convegni, concerti e altri eventi di natura culturale. Sul sito del museo c'è tutto, anche la lista dei vini.
Finito l'esilio californiano, che cosa troverà Venere a casa? Morgantina, la sua città, era il centro greco più importante della Sicilia interna e adesso è una grande area archeologica nella quale non tutti i resti sono visitabili. E che si trova nel territorio comunale di Aidone, paesello panoramico - è soprannominato il Balcone di Sicilia - che con la vicina Piazza Armerina condivide, fra le altre cose, il dialetto di antiche origini piemontesi e le distanze da Catania e Palermo, rispettivamente superiori a 100 e 160 chilometri. Nel museo di Aidone la Venere si aggiungerà ai pezzi presenti da tempo e al cosiddetto Tesoro di Morgantina, i quindici pezzi d'argento restituiti l'anno scorso dal Metropolitan Museum di New York. Del museo di Aidone si sa, cercando su internet, che il biglietto d'ingresso costa due euro e sette centesimi. Forse. Perché il sito della Regione Siciliana dice che ne costa quattro. E secondo un altro sito 4.000 lire.