Venezia sarà travolta dal ciclone Kate Winslet Con film e serie tv sarà la regina della Mostra

E' la protagonista delle nuove opere di Polanski e Soderbergh Grintosa e impegnata, al Lido scommettono sulla sua vittoria. Sarà anche presentato il (controverso) serial <em>Mildred pierce</em>

È salita sul Titanic, ma invece di affondare è emersa. E a fine estate salirà sul motoscafo, in Laguna, per diventare la regina di Venezia, visto che al Lido Kate Winslet sbarca con due film. Firmati da maestri, che dirigono mostri sacri pronti a sbranarsi, come in Carnage di Roman Polanski, oppure a sacrificarsi, come in Contagion di Steven Soderbergh, thriller nero attesissimo.
Comunque vada, Kate siede in prima fila perché Meryl Streep sta invecchiando ed è lei la sua erede diretta. Tant’è vero che la trentaseienne inglese ha osato misurarsi con Joan Crawford, mito divistico intoccabile. Infatti i critici americani hanno stroncato la serie tv Mildred Pierce (su Sky in ottobre), dove la Winslet ripropone l’omonima eroina della Grande Depressione, che anche questa sarà presentata durante la Mostra del Cinema. Il fatto è che la Winslet, lì per la seconda volta in coppia con l’amico del cuore Leonardo Di Caprio, coincide sempre più con i suoi personaggi di donna self-made, forte ma votata alla solitudine per eccesso di autonomia. Non si lasciano due mariti e un amante carino senza un esubero di autostima («Non ho bisogno di essere coccolata da un estraneo», dice della relazione amorosa). Al suo carisma, l’attrice premio Oscar (nel 2009 per The Reader) ha immolato il regista Jim Threapleton, che le ha dato la figlia Mia, poi un altro regista, quel Sam Mendes di American Beauty e padre del loro figlio Joe. E pensare che Mendes aveva esaltato il ruolo di lei in Revolutionary Road,sorvolando sull’intimo legame di Kate con Leonardo, l’eterno sodale dalla carriera parallela, iniziata sul Titanic e proseguita, per entrambi, senza incagli. DiCaprio che dona alla Winslet un anello al cui interno è incisa una dedica segreta, pare più d’una prova d’amore. È la riprova che Kate la perfezionista; Kate l’ex-ragazza grassa, che crescendo perde peso, acquistando fama resta devota in primis al suo lavoro di celebrità: non è un caso se neanche DiCaprio resta con qualcuna troppo a lungo. I veri protagonisti sono disposti a dividere il tetto soltanto con il proprio ego.
O, al massimo, con colleghi di pari livello. È da questa tensione che nascono performance d’eccellenza, quali vedremo in Carnage, dove il premio Oscar Winslet, in parte come lady di New York col cappotto su misura, la sciarpa blu e le perle ai lobi, vomita l’anima sua sui libri del premio Oscar Jodie Foster, tipica abitante di Manhattan, politicamente corretta, ma privatamente feroce.
A godersi lo scontro tra titani, il premio Oscar Polanski, che ha girato a Chicago le scene di New York, dove non mette piede per le note vicende giudiziarie. «Gli attori sono persone come tutte le altre. Non credo siano felici: fare la superstar vuol dire allontanarsi dagli altri. Io non voglio essere percepita come distante», confessa Kate. Sullo schermo sarà molto vicina ai contagiati da un misterioso morbo globale: in Contagion incarna la dottoressa Erin Mears, medico, che cerca di arginare un’infezione dilagata tra gli umani. C’è da giurarci: il ritorno di Soderbergh sulla scena e la partnership con Matt Damon, Gwyneth Paltrow e Jude Law, aggiungerà un’altra medaglia al suo curriculum. E il modello Louis Dowler, giovane, aitante e poco ingombrante? Kate l’ha infilato nel dimenticatoio. Deve pensare alla Golden Hat Foundation, ente da lei fondata in aiuto dei bambini autistici. L’idea è nata da sua figlia Mia, insieme alla quale andò a vedere il docufilm A Mother’s Courage: Talking back to Autism. «“Mamma, che faresti se io non potessi parlare?”, domandò Mia. Lì ho pensato che avrei usato la mia voce, per sensibilizzare la gente», spiega Kate, che sta scrivendo un libro sul tema. Di comunicazione non verbale se ne intende.