Ventisei etichette da incorniciare

Andrea Cuomo

Ventisei annate da sogno di etichette da capogiro. Sono stati gli incredibili ingredienti del «Bibenda day», una kermesse unica nella nostra città. Una festa del vino lunga sei ore, svoltasi sabato scorso al Grand Hotel Parco dei Principi, sede romana dell’Ais, che ha così festeggiato nel migliore dei modi il quarto anno di vita di «Bibenda», la raffinata rivista sul vino.
Una vera e propria festa del vino per gli appassionati disposti a spendere 180 euro per regalarsi un viaggio nella grandissima enologia internazionale. Il primo atto è stato dedicato alle bollicine italiane (il Franciacorta 1996 Ca’ del Bosco, la Riserva Vittorio Moretti 1988 Bellavista, la Riserva Giulio Ferrari del Fondatore 1986 Ferrari) a confronto con tre grandi Champagne targati Egly-Ouriet, Louis Roederer e Krug. Per i bianchi altri tre italiani (il Vintage Tunina 1996 Jermann, il Soave Classico Superiore La Rocca 1996 di Pieropan e lo Chardonnay 1984 Cantine Terlano) a braccetto con tre stranieri in rappresentanza di Mosella, Borgogna e Loira. Poi i rossi, con grandi di Toscana (Ornellaia 1998 e Solaia 1970 Antinori), Piemonte (Langhe Sorì Tildìn 1998 Gaja e Barolo Riserva 1982 Borgogno) e Abruzzo (Montepulciano 1992 Valentini) a confronto con lo Château Latour 1999, lo Château Cheval Blanc 1995 e l’Ermitage Le Pavillon 1992 e con il californiano Opus One 1997 di Mondavi. Chiusura con tre vini da meditazione (Gewürztraminer Vendemmia Tardiva Terminum 2003 Cantine Termeno, Eiswein Manz 2. Tag 2002 e Pinot Gris Clos Jebsal Vendange Tardive 2002 Domaine Zind Humbrecht). Infine un tuffo nella storia, con la Riserva 1896 del Marsala Inghilterra di Florio.