verbania, visita al Museo del paesaggio con Vittorio Sgarbi

In occasione della rassegna «Teatrocultura» il critico d'arte sarà guida d'eccezione per scoprire le collezioni di Pittura, Scultura, Archeologia e Religiosità popolare del museo, che consentono di conoscere vari aspetti dell'arte e della storia del territorio provinciale.

L'appuntamento è per sabato alle 18 a Verbania, sulle sponde del lago Maggiore. Il critico d'arte Vittorio Sgarbi accompagnerà chiunque sia interessato in una visita guidata al «Museo del paesaggio Paolo Troubetzkoy» di Verbania (via Ruga 44), che mira alla valorizzazione del patrimonio artistico del territorio del Lago Maggiore, dal monte al piano. Occasione della visita la rassegna culturale «Teatrocultura Verbania» palinsesto di eventi, conferenze e incontri con personaggi di spicco del mondo della cultura e dello spettacolo, che nasce come accompagnamento culturale al progetto di realizzazione del Teatro-Centro Eventi Multifunzionale (CEM) di Verbania, progettato dall'architetto Salvador Perez Arroyo e interamente finanziato da Arcus (Società per lo sviluppo dell'arte, della cultura e dello spettacolo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali) e dalla Fondazione BPI. Per accompagnare la realizzazione del centro, TECU «Teatrocultura», coinvolgerà con le sue proposte culturali la città di Verbania fino al 26 gennaio 2012 (www.teatroculturaverbania.it).
Ma che cos'è il museo del paesaggio? Fondato nel 1909 da Antonio Massara che sosteneva «In nessuna età come la nostra, inquieta e variabile, si è sentita più profondamente la misteriosa affinità che lega l'anima umana al paesaggio» il Museo si offre al pubblico con le collezioni di Pittura, Scultura, Archeologia e Religiosità popolare, che consentono di conoscere vari aspetti dell'arte e della storia del territorio provinciale. Dal 1978 il Museo ha riacquistato - recuperando le finalità originarie volute dal fondatore - un rapporto vitale con il paesaggio circostante, sviluppando un'attività continua di conoscenza e di tutela dei suoi beni culturali, artistici e ambientali.
Per secoli via di transito naturale per l'attraversamento delle Alpi, nell'Ottocento il lago entra nei percorsi del turismo internazionale d'élite e nella villeggiatura dell'aristocrazia e della borghesia industriale, mentre, dal punto di vista pittorico, diviene campo di sperimentazione della scuola lombarda di paesaggio.