Verde acqua o kiwi senape, noce o rosso corsa: la tinta dei piedi

Un nome, Fanga ripropone una centenaria parola del dialetto bolognese che significa «scarpa» e ha portato fortuna al giovane imprenditore Bruno Riffeser Monti che porta avanti un progetto di scarpe fatte in Italia, solo a mano, uniche nel loro genere. Perché in campo sono scesi i maestri che tagliano e cuciono la pelle secondo ritmi lenti e con la consapevolezza di chi realizza dei capolavori artigianali. Ma senza perdere di vista le soluzioni funzionali oltre che lussuose. Dai laboratori Fanga nascono manufatti unici e dal fascino universale, frutto di una lunga e attenta ricerca e di una filiera corta e controllata: condizioni necessarie per l'offerta di prodotti della più eccellente qualità. Per la prossima primavera estate 2019, per esempio, Fanga conferma la collaborazione con Alessandro Squarzi per la collezione prêt-à-porter e propone tre modelli - francesina, mocassino, doppia fibbia - realizzati secondo il core business dell'azienda, con la cucitura Goodyear eseguita a macchina, e utilizzando pellami morbidi come i vitelli francesi e il camoscio, oppure la tela. La scarpa può essere personalizzata su richiesta con una nappina laterale impreziosita da un dettaglio in metallo. Speciale la cartella colori: le tonalità dei marroni per i vitelli, il marrone chiaro, senape, rame, per il camoscio, il color paglia per la tela. La nuovissima «fanghina», diminuitivo di fanga, ovvero una summer loafer maschile colorata propone invece una linea arrotondata e morbida. Comoda e adatta per l'estate, il nuovo modello è realizzato in camoscio declinato in un suggestivo panorama di colori: dal blu smeraldo al verde acqua, dal nuvola al rosso corsa, dal noce al senape, dal testa di moro al kiwi, dal cielo al blu notte.

LSer