Il vero eroismo? Vivere in modo umano

Dieci anni fa moriva lo studioso che per primo contestò la «vulgata» antifascista sull’Italia del ’900. Suscitando lo sdegno dell’intellighentia «democratica»

Attenzione al fascino discreto (e al sottile ricatto) dell’attualità. Se dovessimo recensire solo i libri che fanno “attualità” finiremmo per occuparci una volta de Il Codice Da Vinci, un’altra volta dei preti gay, un’altra ancora delle melisse che in nome dell’amore fanno una capa tanta al presidente dei vescovi italiani, e così via. Finisce che, per rincorrere i temi più scottanti, uno non riesce più a parlare di quello che gli sta veramente a cuore. Così, si ha spesso l’impressione che l’impellenza di un tema ci venga imposta, più che dalle circostanze reali, da una certa astuta regia.
Il problema dei preti omosessuali, ad esempio, è senza dubbio reale (ce ne occuperemo prossimamente) ma ciò nonostante sono certo che esistono problemi ancora più reali. Quando si dice «prete gay» l’accento di norma cade subito sul gay. Crediamo che il problema sia quello. Invece il problema è il prete. Fa piacere allora leggere pagine dedicate, con serietà e fondamento, alla natura del cristianesimo e al senso dell’esserne ministri.
Leggo il bel libro Pastorale e testimonianza di mons. Luigi Negri, vescovo di San Marino-Montefeltro (Itaca, pagg. 160, euro 12,00), che raccoglie le tracce del suo primo anno di vita come pastore di una diocesi. Tra le altre cose, mi colpiscono queste semplici parole: «Come fa un cristiano ad essere missionario? Se vive la sua vita d’uomo nella fede, nella speranza e nella carità». Forse bisognerebbe aggiungere una virgola: «Se vive la sua vita d’uomo, nella fede...». Perché qui il vero tema - testimoniato con vigore lungo tutto il libro - è proprio l’uomo. Un cristiano è missionario innanzitutto se vive la sua vita d’uomo. La fede, la speranza e la carità sono infatti prima di tutto un fondamento antropologico.
Questa è la chiave di volta di tutto. Se cominciamo a concepire la nostra esistenza come una funzione, diventiamo dei funzionari, ossia gente che calcola il bisogno e l’utilità. Invece, il bisogno è incalcolabile perché è infinito, e il modo in cui la vita umana può essere utile al mondo sta nelle mani di Dio. Ciò che importa non è innanzitutto salpare verso terre lontane, compiere azioni eroiche, ma vivere la propria vita in modo pienamente umano. Un uomo - scrive Negri - può vivere tutta la sua vita in un paese ed essere un grande missionario perché ha come orizzonte il mondo intero (e per lui partire è come restare, e restare è come partire). Sono queste le parole più urgenti: quelle che ci dicono che cos’è la vita umana. Il resto è cronaca, o potere.