Verso un database centralizzato insieme al ministero

In Italia la raccolta di dati giudiziari è quanto mai problematica e farraginosa. Eppure una raccolta articolata e strutturata e una successiva analisi dei dati e delle informazioni rappresenta una priorità strategica per il ministero della Giustizia. Il dicastero, infatti, a livello strutturale è estremamente frammentato sul territorio e ha una grande mole di dati da gestire e da interpretare. Tutto ciò si traduce in una forte difficoltà nella condivisione e analisi approfondita dei dati, a discapito della trasparenza, dell’efficacia del sistema Giustizia e soprattutto della sicurezza dei cittadini e delle imprese. Perciò il ministero e Ibm hanno iniziato a collaborare per realizzare un grande progetto di datawarehouse centrale (letteralmente «archiviazione centrale dei dati»), inteso come strumento di raccolta, analisi ed elaborazione delle informazioni provenienti dal territorio nazionale. Tale strumento consente la raccolta omogenea, univoca e standardizzata dei dati, creando un unico sistema informativo integrato, in grado di fornire informazioni in modo tempestivo ai vari tipi di utilizzatori. Il sistema è inoltre molto flessibile, in grado quindi di fare aggregazioni e sintesi dei dati e successivi approfondimenti in funzione delle singole esigenze, consentendo inoltre una «navigazione» dei dati impostando criteri che possono essere, per esempio, l'oggetto del procedimento, la materia, il ruolo.
Ibm sta elaborando quindi un nuovo metodo per la raccolta, analisi ed elaborazione dei dati con lo scopo di creare criteri univoci di estrazione delle informazioni, avere una visione integrata dei dati, ordinandoli, storicizzandoli e rendendoli tracciabili. Per ora il progetto, che si divide in due fasi, è focalizzato nell’area civile, ma l’obiettivo è quello di estendere il progetto anche all’ambito penale. Entro il 2011 dovrebbe partire il progetto pilota in quattro sedi: distretto di Bologna, Tribunale di Catania, Tribunale di Napoli e Tribunale di Roma.
Si tratta di un passo importante e fondamentale nel processo di evoluzione del sistema Giustizia italiano, che servirà a raggiungere un maggior grado di comprensione delle diverse realtà sul territorio nazionale, attraverso strumenti tecnologi e innovativi in grado di meglio supportare le decisioni strategiche.