In viaggio per dimostrare che il futuro è l'idrogeno

La crisi del mercato europeo dell'automobile non favorisce di certo la diffusione delle vetture ecologiche che in molti Paesi, come l'Italia, avrebbero bisogno di incentivi e di significativi investimenti per i quali in questo momento mancano le risorse. Ma la ricerca delle case va avanti anche sul fronte dell'idrogeno che, in un futuro che appare oggi ancora lontano, dovrebbe rappresentare la vera soluzione per la mobilità «zero emission». Nasce da un'inedita alleanza l'European Hydrogen Road Tour 2012 che fa tappa in questi giorni a Parigi e che vede impegnate Honda, Hyundai, Mercedes-Benz e Toyota in un viaggio attraverso l'Europa (prima di Parigi ci sono state le tappe di Amburgo, Hannover, Bolzano e seguiranno quelle di Cardiff, Bristol, Swindon, Londra e Copenhagen) per far conoscere al grande pubblico e alle autorità dei diversi Paesi le Fcev (Fuel cell electric vehicle) e la loro tecnologia. Una cella a combustibile trasforma l'energia chimica dell'idrogeno in elettricità e calore. Ciò che resta sono emissioni di acqua e il vantaggio, rispetto all'elettrico puro, è dato dai tempi di rifornimento molto più rapidi rispetto a quelli di ricarica delle batterie. Resta, ovviamente, il problema delle infrastrutture, non facile da risolvere viste le particolari attenzioni che l'idrogeno richiede per quanto riguarda trasporto e stivaggio. Il tour rientra nel progetto «H2moves Scandinavia», iniziativa pilota per l'idrogeno finanziata dal programma dell'impresa comune «Celle a combustibile e idrogeno» avviato dalla Commissione europea e da rappresentanti dell'industria del Vecchio continente. Leader mondiale nella propulsione ibrida, e ora all'attacco nel settore del plug-in, Toyota lancerà le prime Fcev già nel 2015 contando sulla disponibilità di infrastrutture che, come sottolinea Christian Mohrdieck, di Daimler Ag (intanto Mercedes-Benz presenta al salone la nuova Classe B electric drive) sono indispensabili per comprendere le opportunità che l'idrogeno offre. Finora non impegnata direttamente sul fronte delle vetture ibride e elettriche, «Hyundai - come sottolinea il Capo delle operazioni europee Alan Rushforth - è già pronta con la ix35 Fcev (la versione a idrogeno di un modello che è l'emblema del nuovo corso di Hyundai, ndr) e continueremo nello sviluppo di modelli a celle a combustibile, gli unici, secondo noi, che possono risolvere concretamente i problemi legati alle emissioni». Su questo punto il manager inglese ha pienamente ragione, perché con l'idrogeno si elimina il problema della produzione dell'energia necessaria a ricaricare le auto elettriche. «Ma perché le autorità di città e nazioni si rendano conto delle potenzialità dell'idrogeno, e investano quindi nello sviluppo di adeguate reti di distribuzione, è necessaria la conoscenza diretta delle Fcev - sottolinea Thomas Brachmnann, di Honda R&D Europe - e iniziative come questo tour sono preziosissime». In conclusione, molti sono ancora i nodi da sciogliere per una futura disponibilità di idrogeno, ma l'alleanza, anche se soltanto temporanea, fra quattro gruppi automobilistici, invia un segnale sicuramente positivo.