VIAGGIO IN INDIA

Sudafrica, safari fotografico a caccia di leoni. Una jeep comunica via walkie-talkie l'avvistamento dei felini e gli altri fuoristrada si dirigono veloci verso il punto segnalato, per mettersi diligentemente in coda, come al banco gastronomia del supermercato, in attesa che arrivi presto il loro turno di avvistamento.
India del Madhya Pradesh, regione rurale e cuore del Paese, dove si concentrano i più bei parchi del subcontinente asiatico, e dove vive la tigre. Le jeep che si addentrano nei parchi non hanno walkie-talkie. L'avvistamento dell'animale dipende solo dall'abilità del naturist, l'autista responsabile del safari, e dal tracker che lo affianca, a caccia di impronte. Trovare il felino non è facile: i fuoristrada non possono lasciare i sentieri (ma le tigri per fortuna spesso li attraversano), attorno non ci sono bush o savana ma fitta giungla, però ti vengono in aiuto gli elefanti. Ogni mattina le guide del parco si addentrano nella vegetazione in groppa all'animale, e se trovano la tigre tornano nel campo-base dove tutte le jeep prima o poi passano, speranzose di buone notizie. Così si scende dalla macchina, si sale sull'elefante, più docile e più piccolo di quello africano, e l'avventura comincia.
Trovare la tigre non è facile senza l'ausilio del walkie-talkie, ma volete mettere la poesia? «Non sono convinto, io sono per il modello africano», racconta Harpreet Singh, general manager del Taj Kanha tented camp alle porte di Kahna, 1945 kmq e un'ottantina di tigri, il più grande fra i parchi indiani. Lui che di questi animali ne ha visti molti, capisce l'aspettativa dei turisti che dall'aeroporto di Nagpur (due ore e mezza di volo da Delhi) si fanno sei ore di macchina per venire fin quaggiù, in uno del lodge più belli di tutta l'Asia. Bello, e utile. Le 18 tende di lusso che compongono il campo non sono concepite solo per il confort degli ospiti. Sono realizzate con criteri eco-compatibili che non inquinano l'ambiente. E una parte dei guadagni è destinata allo sviluppo delle comunità locali. «La proprietà Taj ha studiato diversi progetti di sostegno alla popolazione, dall'acquisto di libri e materiale di cancelleria per le scuole, ai safari per educare i bambini al rispetto della natura», continua mister Singh. «Stiamo anche contribuendo economicamente alla reintroduzione degli animali nel parco, come il giaguaro, che qui è scomparso dagli anni Cinquanta». Bello e magnanino, questo sulle rive del fiume Banjaar è solo uno dei campi Taj che portano i turisti a vedere la tigre e tendono una mano ai locali. A nord, anche il Taj Panna e il Taj Bandhavgarh partecipano all'iniziativa.
A sud invece ci pensa il Taj Pench Jungle Lodge, ville e verande in legno per aperitivi e cene nella giungla, alle porte dell'omonimo parco nazionale, 757 kmq e 18 tigri, più il solito popolo di gazzelle, cervi, scimmie, uccelli… Questi parchi sono un'ottima scuola per imparare a conoscere le abitudini del felino più grande del mondo, 180 kg la femmina, oltre 200 kg un maschio adulto: ti insegnano come marcano il territorio e a sentire quando l'animale è nelle vicinanze semplicemente ascoltando i rumori della giungla e gli alarm calls, i versi d'allarme delle possibili prede che riecheggiano come un'eco di spaventoso sos. C'è anche chi come Durgesh, un naturist del Taj Pench, è convinto che la tigre sia very clever, molto intelligente: «L'ho visto con i miei occhi, più di una volta: si metteva a debita distanza e camminava dietro la jeep, confondendo il suo odore con quello del gasolio per aumentare le sue chance di caccia». Chissà se scherza. Quello che è sicuro è che, all'alba o prima del tramonto, i momenti più propizi per l'avvistamento, i safari nei parchi ti entrano nel cuore. Ti basta vedere una volta la tigre per convincerti che mister Singh aveva torto: questo è il regno della natura, una poesia di brume, rumori, atmosfere. Il walkie-talkie lasciamolo pure agli africani.
Info: il viaggio nei resort Taj (www.tajsafaris.com) si organizza con il tour operator I viaggi dell'Elefante (tel. 06.60513000, www.viaggidellelefante.it, www.ecoluxury.com), specializzato in eco-strutture di lusso nel paese. Il tour India-Parchi del Madhya Pradesh, 11 giorni con partenza da Roma, soggiorno a Delhi e voli China Airlines (www.china-airlines.it), costa da 4700 euro a persona. Periodo consigliato per il safari: gennaio e febbraio.