Vicente Cabanes Badenas

Durante la persecuzione anticattolica che ebbe il suo acme nei primi mesi della guerra civile spagnola del 1936 non ci fu famiglia religiosa che non pagò il suo tributo di sangue. Anche i Terziari Cappuccini, congregazione di recentissima data, ebbe una ventina di trucidati. Uno di loro fu padre Vicente Cabanes Badenas, di appena ventott’anni. Era nato nel 1908 a Torrente, in diocesi di Valencia, ed aveva preso l’abito religioso nel 1923. L’anno seguente era stato ordinato sacerdote dal fondatore della sua congregazione, il b. Luís Amigó, ed aveva iniziato a studiare diritto penale all’università di Valencia. I terziari cappuccini si occupavano soprattutto dei giovani chiusi nelle case di correzione e il padre Vicente fu inviato in quella di Amurrio, dalle parti di Avala. Si trovava lì quando scoppiò la guerra civile. La sera del 28 agosto 1936 un gruppo di soldati repubblicani fece irruzione nella casa del Vicario, dove stava il Cabanes, e arrestò quest’ultimo, caricandolo su una macchina. La vettura si avviò in direzione di Orduña e durante il tragitto il cappuccino fu torchiato. Volevano che rinnegasse il suo abito e perfino la sua fede religiosa. Quando si accorsero che con quello non c’era nulla da fare, invertirono la marcia e tornarono indietro verso Amurrio. Ma, fatti pochi chilometri, fermarono l’auto e obbligarono il religioso a scendere. Erano all’interno del parco di San Bartolomeo di Orduña e contro il padre Cabanes esplosero una serie di colpi di arma da fuoco. Lo lasciarono per morto e se ne andarono. Il Cabanes morì due giorni dopo, in ospedale.