Vicenza, la moglie dell'imam dice "no" al veloIl marito non ci sta: la picchia e la violenta

<p>Lui è un operaio specializzato marocchino, a capo di una mosche del vicentino. La moglie una donna laureata in giurisprudenza, che vuole rinunciare ai costumi dell'Islam tradizionale. Ma lui non è d'accordo: la violenta e la riempie di botte, costringendola a fuggire di casa con i due bambini</p>
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Picchiata, forse anche violentata dal marito, imam nel vicentino, perché non voleva conformarsi ai costumi tradizionali dell'Islam. Vittima della vicenda una donna marocchina, trasferitasi in Italia per seguire il marito, operaio specializzato. A riportare la notizia le pagine del Corriere del Veneto.

I due si erano sposati in Marocco qualche anno fa e avevano messo su famiglia. Poi il marito aveva lasciato il paese, in cerca di un lavoro migliore ed era arrivato in Italia, dove, dopo qualche tempo, era riuscito a trovare lavoro in un'azienda del trevigiano come operaio specializzato. Il tempo di sistemarsi un po' meglio e aveva chiesto alla moglie di raggiungerlo dal Marocco. Dal loro matrimonio erano nati due bambini, un maschio e una femmina, rispettivamente di sei e tre anni.

Ma l'uomo, che non era mai stato un estremista, era finito a quel punto nella rete dell'Islam più ortodosso, arrivando a guidare un centro di preghiera, nonostante non avesse mai mostrato inclinazioni del genere in precedenza. Un cambiamento piuttosto radicale, che poco piacere aveva fatto alla moglie, che al suo paese ha conseguito una laurea in giurisprudenza e che nel frattempo stava iniziando a abituarsi alla nuova condizione di vita. Nuova condizione di vita che, nelle sue speranze, poteva includere qualche deroga al tradizionalismo, la possibilità di guidare l'auto per portare i figli a scuola o dagli amici, il permesso di girare a volto scoperto, evitando di ricorrere al tradizionale velo islamico che, abituatasi al mondo occidentale, non sentiva più suo.

A quel punto l'uomo, ormai completamente immerso nella religione, aveva negato alla moglie la possibilità di "occidentalizzarsi", cercando di far tornare la moglie sulla via che credeva giusta, massacrandola di botte. Fino a quando la moglie non ne ha potuto più e, presi con sè i bambini, è scappata di casa, rifugiandosi dalla sorella. La donna aveva trovato a quel punto un lavoro come badante, lavoro che aveva poi perso a causa del marito che, con una serie di continui appostamenti, aveva costretto i datori di lavoro a licenziarla. Denunciato dalla donna, l'uomo è accusato di maltrattamenti in famiglia e stalking, con l'aggravante della violenza sessuale. Non solo l'imam avrebbe infatti seguito la donna ossessivamente, senza darle pace, ma dopo la denuncia da parte della moglie, poi ritirata per paura di ritorsioni, sarebbe stata violentata da lui. Il caso è ora nelle mani del pm Cristina Gava.