Il vicepresidente Smith: «Occorre basarsi sulla certezza delle informazioni»

IBM continua la sua marcia sulla strada dello sviluppo di nuove soluzioni di analisi dei dati – analytics – riconosciute come motore del business delle imprese. E Sam Palmisano, ceo e presidente di IBM, durante il suo ultimo incontro con gli investitori ha tracciato la roadmap fino al 2015.
Big Blue investirà entro il 2015 ben 16 miliardi di dollari in progetti di business analytics e ottimizzazione delle risorse. Nell’ultimo trimestre del 2010 Ibm ha registrato un fatturato record di 29 miliardi di dollari, in crescita del 7 per cento, con un utile netto di 5,3 miliardi, in aumento del 9 per cento rispetto all’anno precedente. Questo è il 32° trimestre consecutivo di crescita, un record storico in cui è stato determinante il business degli analytics, cresciuto, in termini di fatturato nell’ultimo triemestre del 2010, del 19 per cento. Rientra in questa strategia di investimento l’acquisizione, per 1,7 miliardi di dollari, di Netezza, società specializzata nell’archiviazione dei dati e gestione dei database. Ultima in ordine di tempo, preceduta da quella di Unica, Coremetrics e Sterling Commerce: negli ultimi 5 anni, Ibm ha investito oltre 14 miliardi dollari per concludere 25 acquisizioni.
 L’azienda di Armonk ha dedicato alla business analytics più di ottomila consulenti in tutto il mondo e più di 10mila professionisti It. Oltre 200 matematici di IBM si concentrano solo sull’analisi dei dati. Un impegno che ha permesso a Ibm di registrare a oggi oltre 500 brevetti in questo campo.
Ma perché sta diventando tanto strategico per le aziende imparare a gestire enormi quantità di dati?
In quanto, con il crescere del livello di digitalizzazione nel corso degli ultimi venti anni, c’è stata una vera esplosione delle informazioni. La quantità di informazioni digitali che vengono generate, immagazzinate, trattate e analizzate ogni anno, sta aumentando a un tasso esponenziale. IDC prevede che il volume totale dei dati raggiungerà 35mila exabyte nel 2020, una quantità enorme se confrontata ai 1.200 exabyte del 2010. Ciò vuol dire che il volume di dati si moltiplicherà di 29 volte. Un vera rivoluzione globale, a cui governi e imprese si stanno preparando cercando di ordinare e gestire anche dati non strutturati, generati da fonti eterogenee come video, blog, siti di social network.
Così le aziende che operano nella produzione, nella vendita al dettaglio e nei trasporti si stanno attrezzando con tecnologie come sensori, sistemi di tracciamento a radio frequenze (rfid), telecamere di sorveglianza digitale. Le utilities stanno installando i contatori intelligenti che trasmettono le letture di energia una volta ogni 15 minuti in modalità wireless al server centrale.
Nell’ambito del servizio pubblico, l’assistenza sanitaria è in fase di digitalizzazione con l’elaborazione di cartelle cliniche digitali per i pazienti e l’archiviazione di immagini mediche e risultati di test tutti in forma digitale. Queste tecnologie non fanno che aumentare la mole di dati da gestire.
Nell’ambito del marketing le aziende cercano di utilizzare al meglio l’interazione digitale per capire le preferenze dei clienti (oggi nel 70 per cento dei casi la prima interazione del consumatore con un prodotto o servizio avviene on-line) e influenzare le loro scelte. Per farlo occorrono però strumenti di analisi avanzati che sappiano anche utilizzare, per esempio, i social network come mezzo di comprensione delle esigenze e dei gusti del consumatore finale.
In questo senso IBM ha rivoluzionato il mondo delle analytics con Watson, il super-sistema sviluppato da Ibm Research, in grado, attraverso un sistema di analisi sofisticata delle informazioni inserite, di capire il significato del linguaggio umano, e di fornire rapidamente risposte il più precise possibile a domande complesse. Un potenziale enorme per i clienti che si occupano di nuovi tipi di dati complessi, come avviene nel campo sanitario (diagnosi e cure potrebbero essere formulate in modo molto più veloce), della giustizia (avvocati e giudici sarebbero facilitati nella ricerca giurisprudenziale), nella finanza e in tutti quei settori dove la velocità e la combinazione delle informazioni rappresentano un valore aggiunto strategico. Watson rappresenta quindi un modo completamente nuovo, più puntuale e preciso nell’analisi dei dati. Un ulteriore passo verso il «pianeta intelligente». Una trasformazione che apre le porte anche a nuove professionalità e competenze sempre più evolute e sofisticate - in matematica, analisi, progettazione -, competenze di cui le aziende hanno bisogno. E IBM sta lavorando con centinaia di università (Yale, Columbia University, Carnegie Mellon, Fordham, Ottawa Telfer School of Management, Università di Bari, Università di Trento) per aiutare gli studenti a arricchire il loro curriculum accademico, consentendo loro di aspirare a posti di lavoro altamente qualificati e meglio retribuiti.