Vigili e abusivismo in centro storico: metodi a confronto

Da via Condotti una targa assegnata a Catanzaro. E si riaccende la polemica

Claudia Passa

Via della Scrofa, febbraio 2002. Un incendio divampa in casa di Natasha Tubelskaija, pittrice americana disabile. I vigili del fuoco tentano di raggiungerla per trarla in salvo, ma la strada è un far west di auto in sosta selvaggia. Mentre i soccorritori provano a divincolarsi tra la selva incontrollata di vetture, il corpo paralizzato dell’artista viene irrimediabilmente divorato dalle fiamme, e il suo appartamento distrutto. Qualche tempo dopo, ad agosto, il presidente della Commissione Commercio del I municipio Claudio Caterisano (Lista Veltroni) convoca davanti al Pantheon il comandante uscente dei vigili del I gruppo, Giovanni Catanzaro, e squaderna dati impressionanti frutto di un’attenta ricognizione: 8mila metri quadrati di tavolini abusivi in centro storico, per un giro d’affari stimato attorno ai due miliardi e mezzo di lire. Non solo: nel convocare la seduta della Commissione, il battagliero consigliere chiede una contestuale azione repressiva da parte della Polizia municipale. Ma Catanzaro non porta con sé neppure un vigile, e in piazza della Rotonda – evento più unico che raro – non c’è una sedia fuori posto. L’azione repressiva c’era stata ma, per singolare coincidenza, la sera prima che la Commissione si riunisse. E questo Caterisano non l’ha mai mandato giù.
Così, fra le polemiche, nel settembre 2002 Catanzaro concludeva (malvolentieri) dopo quasi vent’anni la sua permanenza alla guida della Polizia municipale del centro storico per diventare vicecomandante del Corpo, di cui in questi giorni ha conquistato la poltrona più ambita. E chissà, forse proprio memori dei lunghi trascorsi in via Montecatini, le cronache di ieri lo ritraevano al Caffè Greco, ospite dell’associazione via Condotti guidata dal noto commerciante Gianni Battistoni, intento ad accarezzare una targa in argento Buccellati appena ricevuta in dono. «In genere le targhe si danno quando qualcuno va via – dice Battistoni al Giornale -, noi abbiamo preferito festeggiare la nomina di Catanzaro appena è arrivato. È stato un gesto di cortesia, un saluto alla sua persona, un invito a un comandante che avevamo già incontrato nel corso della carriera che l’ha portato al vertice». I resoconti dell’incontro sono tutti un minuetto: i membri dell’associazione a descrivere via Condotti come fosse Tor Bella Monaca, Catanzaro ad assicurare guerra alla merce contraffatta, i manager delle griffes più in vista a tirare «sospiri di sollievo», qualche professionista a lagnarsi perché a piazza di Spagna ci sono i camion dell’Ama. «Sono qui – ha detto Catanzaro – proprio per ripristinare il contatto con gli abitanti di questa strada importante». E meno male che ha usato il verbo «ripristinare», perché in molti leggendo i giornali ieri mattina hanno strabuzzato gli occhi: «Ma chi c’è stato per vent’anni a via Montecatini?», era il commento più frequente.
Si dice in Campidoglio che Veltroni non abbia gradito particolarmente. Viviana Di Capua, presidente dell’associazione abitanti del centro storico, commenta: «Catanzaro lo conosciamo da tantissimo tempo. In genere i premi si prendono dopo aver esercitato un’azione importante. Il comandante ricordi che in I municipio ci sono tanti abitanti, che il centro storico non è solo commercio e che, anzi, il commercio dovrà essere sempre più tenuto a bada. Ci auguriamo massima attenzione sull’occupazione di suolo pubblico, sulle licenze e, nota importante, sull’abusivismo edilizio. Giuliani ha fatto un ottimo lavoro di prevenzione – conclude Di Capua -, sarà importante capire se il nuovo comandante del Corpo andrà alla concretezza delle cose». Giuliani sta per Angelo Giuliani, attuale capo del I gruppo e vicecomandante in pectore della Polizia municipale. A sentire Catanzaro (che negli ultimi anni ha guidato la Mobilità e i Grandi eventi), al di là delle ovvie considerazioni sulla carenza d’organico, sembrerebbe che il centro storico sia terra di nessuno. Che i rapporti fra i due non siano idilliaci è cosa nota. C’è chi dice che Catanzaro non abbia mai perdonato al giovane ufficiale d’averlo sostituito alla guida del I gruppo, e che ora intenda recuperare il rapporto con un territorio che ha controllato per vent’anni. Un primato sul suo futuro vice può già vantarlo: in quattro anni di comando al centro storico, a Giuliani nessuna associazione presieduta da commercianti ha mai regalato una targa d’argento.