Villa Piccolomini, ancora niente nomine

QUESTIONE I problemi nascono perché attualmente la Pisana è l’unico soggetto a usare la villa. Basterebbe metterla a reddito

C’è ancora il commissario a Villa Piccolomini, la location delle «cene d’oro» di Piero Marrazzo. C’è dal 2005, da quando il governatore del Lazio chiamò Luca Voglino per garantire «il corretto funzionamento della Fondazione dopo la scomparsa di un consigliere (Giampiero Bianchi) e le dimissioni di altri due componenti del vecchio consiglio presieduto da Aurigemma. C’è ancora perché la Regione è rimasto l’unico ente a non aver ancora nominato i due membri del Cda dell’Ipab «Fondazione Nicolò Piccolomini per l'Accademia di Arte Drammatica». Il Comune di Roma ha provveduto nel gennaio 2008, designando Annamaria Albano. L’Accademia d’Arte drammatica ha indicato Lorenzo Salveti e i sindacati di categoria Benedetta Buccellato. Alla Pisana invece tutto tace. Già un anno fa il capogruppo dei Socialisti riformisti, Donato Robilotta, presentò due interrogazioni urgenti sulla vicenda. A maggio 2008 l’assessore agli Affari istituzionali, Daniele Fichera, gli rispose così: «Il commissariamento è utile per risolvere i numerosi contenziosi in essere e i numerosi e complessi problemi di natura amministrativo-contabile in corso». A febbraio Robilotta è tornato alla carica presentando una nuova interrogazione con la quale, «appurato che non ci dovrebbero più essere contenziosi che vedono protagonista l’Ipab in questione» chiede i «motivi per cui la Regione non ha ancora nominato i suoi rappresentanti in seno al Cda».
E così si arricchisce di un nuovo capitolo la vicenda della seicentesca «Villa del Sole» sull’Aurelia, già salita agli onori delle cronache nel 2007 per le cene offerte da Marrazzo ai fortunati commensali. Pasti da 1300 euro a persona a spese dei contribuenti, nel palazzo dove oltre agli incontri della Fondazione avvenivano anche quelli di rappresentanza della giunta. Un’attività, quest’ultima, che ha reso il conto per i cittadini ancora più salato, come dimostrano i 146mila euro stanziati per Villa Piccolomini nel 2006, e i 500mila per la proroga nel 2007 e nel 2008. E pensare che nel 1943 la prestigiosa dimora fu per volontà testamentaria del conte Nicolò Piccolomini donata alla categoria degli attori drammatici, affinché diventasse una casa di riposo per artisti indigenti. Ma negli anni le cose sono andate diversamente e la Fondazione a causa della scarsezza di fondi ha erogato solo per brevi periodi sussidi agli attori indigenti pensionati Enpas ignorando il dettato dello statuto e il suo spirito, come dimostrano le traversie degli ultimi anni. Intanto il commissariamento straordinario prosegue e la villa continua a essere sede di rappresentanza della Regione con tanto di ricevimenti e pranzi, nonché sede della Fondazione Casa delle Regioni del Mediterraneo, in virtù della convenzione stipulata nel 2006. Per gli attori e per il progetto della casa di riposo non sembra esserci spazio, tanto che si è costituito un comitato di attori per la tutela dei diritti sulla villa (il «Gianpiero Bianchi per Villa Piccolomini»). «Chiediamo che si torni alla normalità - spiega l’animatrice del comitato, Benedetta Buccellato -, ma temiamo che una volta insediato il nuovo Cda, con la solita scusa delle ristrettezze, non rispetti gli scopi statutari: le elargizioni agli artisti indigenti e la Casa di riposo. I problemi di Villa Piccolomini nascono perché attualmente la Regione è l’unico soggetto che la usa. Basterebbe metterla a reddito, sfruttandola per altri eventi come la Festa del Cinema per avere a disposizione i fondi necessari per le elargizioni». Venerdì il comitato incontra Fichera: attesi sviluppi positivi.