A Villa Torlonia Nel 2010 il Museo del Giardino

Ospiterà il «Museo del Giardino» la Serra moresca di Villa Torlonia. Al progetto sta lavorando Alberta Campitelli, responsabile parchi e ville storiche del Campidoglio. Nello spazio centrale verranno esposti i plastici delle varie tipologie di giardini storici. Accanto pannelli esplicativi e piante tipiche: i gigli e le rose per il giardino monastico, le bulbose per il giardino barocco, il bosso e i lecci per il giardino all’italiana. Si pensa anche a un punto vendita di piante e, all’aperto, a una mostra mercato, come all’Auditorium. È l’ultimo tassello del programma di recupero che ha restituito unità alla villa sulla Nomentana, dove dovrebbe sorgere il Museo della Shoah.
Il parco di 13 ettari, con numerosi edifici storici, colonne onorarie, obelischi, fontane, grotte, falsi ruderi, è frequentato da gente di tutte le età. C’è anche un campo da torneo in cui i giovani della nobiltà romana potevano misurarsi in tenzoni cavalleresche. «È un sistema integrato di architetture, giardini, fontane, statue, monumenti», precisa Campitelli che ha seguito passo passo la rinascita della villa dopo la damnatio memoriae della ex residenza di Mussolini e le distruzioni dal ’44 al ’47 quando fu sede del comando militare alleato. Restaurati e aperti al pubblico Casino Nobile, Casina delle Civette, Casino dei Principi, Limonia, Villino Medievale, Villino Rosso, da oltre un anno sono in corso i restuari del Teatro e della Serra Moresca. Voluto da Alessandro Torlonia, il teatro ultimato nel 1874 su progetto di Quintiliano Raimondi, è una struttura imponente ed elegante, di gusto eclettico, caratterizzato all’interno da una vivace policromia. A decorarlo fu chiamato Costantino Brumidi, lo stesso del Campidoglio di Washington. Ospitò uno spettacolo nel 1905, poi ben poco e infine il degrado.
I restauri iniziati a ottobre 2007 sarebbero vicini alla conclusione. «I lavori di edilizia e impiantistica sono a buon punto, entro settembre dovrebbero terminare, ma manca l’arredo e restano da definire le modalità di gestione - precisa l’assessore alla cultura Umberto Croppi - Il gestore dovrebbe occuparsi di tutto, teatro, ristorante e bookshop». Il colore caratterizza anche la Serra e la torre moresca, opera di Giuseppe Jappelli che utilizzò tecnologie e materiali all’avanguardia, vetro, ferro, ghisa. Ispirandosi alla moschea di Cordova e all’Alhambra di Granada, inserì un padiglione esotico nel verde. Sulla facciata, scritte in rosso e blu in un’antica lingua inneggiano alle virtù dei Torlonia. La serra costruita nel 1840 doveva essere anche luogo d’intrattenimento, ma all’inizio del ’900 era già in decadenza. Ora è nascosta da impalcature. I restauri dovrebbero concludersi nella primavera dell’anno prossimo.