Ville in Italia: paradiso da scoprire e gustare

Un viaggio davvero strabiliante nelle sperimentazioni architettoniche che hanno caratterizzato il Belpaese dal secondo dopoguerra. Mezzo secolo di ville come simbolo dell'abitare <em>made in Italy</em>: <strong><a href="/fotogallery.pic1?ID=975">guarda le foto</a></strong>

Milano - Mezzo secolo di sperimentazioni architettoniche. Mezzo secolo di ville come simbolo dell'abitare made in Italy. Attraverso l'esperienza di un vasto stuolo di maestri che, grazie alla loro diversità, alimentano l’esercizio della comprensione progettuale, Roberto Dulio compone per Electa un volume senza precedenti: Ville in Italia dal 1945 (pagg. 252, 60 euro). Un viaggio davvero strabiliante.

Mezzo secolo di ville Il volume, pubblicato da Electa per la collana Ad Esempio, illustra una selezione di ville realizzate negli ultimi cinquant’anni in Italia. A ognuna è dedicata una singola scheda, nella quale compaiono i vari studi di progetto e le fotografie dell’epoca, integrate da nuove riprese. Un saggio introduttivo si sofferma sugli esempi scelti, riconducendone la sequenza cronologica – dal 1945 a oggi – e le differenti scelte espressive entro il più ampio contesto della cultura architettonica italiana e internazionale. La tipologia della villa costituisce uno dei campi d’esercizio tradizionalmente privilegiato dell’architetto. I maestri dell’architettura contemporanea hanno confermato tale vocazione, rendendola anzi il banco di prova delle sperimentazioni più ardite.

Le sperimentazioni architettoniche Le vicende dell’immediato dopoguerra; la crisi dell’ortodossia modernista; la ricerca di una continuità con la tradizione, variamente interpretata, piuttosto che la scelta di un linguaggio assolutamente nuovo, si possono ripercorrere, o addirittura anticipare, nelle ville. Le ville realizzate in Italia alle soglie degli anni Settanta occupano, per ricchezza di stimoli culturali e qualità della produzione, un ruolo propositivo e originale, non certo di semplice rielaborazione di sollecitazioni acquisite. Tale posizione è confermata dall’ ascendenza che negli anni successivi essa continuerà a maturare, non solo sulla produzione italiana, ma ben oltre i confini nazionali.

I protagonisti Ignazio Gardella, Luigi Moretti, i Bbpr, Carlo Scarpa sono tra i protagonisti del volume, oltre che del dibattito dell’ epoca. A essi si affiancano i meno noti, ma non per questo poco significativi, lavori di Mario De Renzi, Ugo Luccichenti, Leonardo Ricci. Il divario espressivo che negli stessi anni separa Bruno Morassutti e Luigi Vietti è significativo di una complessità disciplinare che spesso è stata appiattita da un critica settaria e formalista da un lato, divulgativa e accondiscendente dall’ altro. Anche in questi ultimi anni le ville realizzate in Italia da Jacques Herzog e Pierre De Meuron, Mario Botta, Werner Tscholl, Tadao Ando, Steven Holl, contribuiscono, proprio grazie alla loro diversità, ad alimentare l’esercizio della comprensione progettuale, in luogo di un ormai inutile giudizio di gusto.