Virgilio

In verità si chiamava Feargal (o Ferghil) ed era un monaco irlandese, discepolo di s. Samthann a Colbroney. Si latinizzò il nome in Virgilio quando sbarcò sul continente. Divenne consigliere di Pipino il Breve, divenuto nel 751 re dei franchi. Questi lo mandò in Baviera a trattare col duca Odilone che si era ribellato. Odilone lo trattenne, facendolo abate e amministratore della diocesi di Salisburgo. Virgilio divenne, sì, vescovo di Salisburgo ma dovette aspettare la morte di s. Bonifacio, legato papale in Germania, il quale non approvava i vescovi itineranti (né che Odilone l’avesse praticamente scavalcato). Non fu l’unico contrasto tra i due santi. Per esempio, Virgilio non conosceva il latino e, dunque, pronunciava a modo suo le formule dei sacramenti; Bonifacio si rivolse al papa Zaccaria (altro santo) e questi risolse la disputa dando ragione a Virgilio. In un’altra occasione, tuttavia, il papa si pronunciò a favore di Bonifacio, il quale aveva denunciato Virgilio in ragione di certe sue affermazioni eterodosse (ma fino a che punto fossero davvero tali non possiamo dire perché nei documenti la questione è piuttosto confusa). Comunque, il braccio di ferro cessò, lo abbiamo detto, con la morte di Bonifacio nel 754. Virgilio costruì la prima cattedrale di Salisburgo e vi pose dentro la reliquia del primo vescovo della città, s. Ruperto. Negli ultimi anni convertì e battezzò un paio di duchi slavi carinziani, i quali gli chiesero l’invio di missionari. Virgilio accompagnò egli stesso un gruppo di benedettini in missione ma, al ritorno, cadde ammalato e morì nel 784.