Visite cardiologiche gratuite nel tempio dell’alta velocità

Le patologie cardiovascolari - nonostante i grandi progressi diagnostici e terapeutici - rappresentano ancora la prima causa di morte. La prevenzione è l’unica arma di cui disponiamo per evitare il peggio. Ed alla prevenzione si ricorre sempre più spesso.
Oggi e domani - per celebrare la Giornata nazionale del cuore - tutti potranno sottoporsi gratuitamente ad un controllo all’interno del Museo storico dell’Alfa Romeo di Arese. L’iniziativa è il risultato di un’alleanza tra la famosa casa automobilistica e Takeda Italia. Si chiama «Cuori e motori» perché propone una similitudine tra il cuore umano ed il motore di un’auto. In entrambi ci sono «spie» che - comprese subito - possono evitare una crisi.
Per il cuore umano le «spie» (ovvero i fattori di rischio sono: l’ipertensione arteriosa, l’obesità, il diabete, l’eccesso di colesterolo nel sangue, il fumo di sigaretta). All’interno del Museo di Arese un pool di cardiologi guidato dal professor Gianni Rovelli, primario dell’ospedale di Rho, controllerà la loro eventuale presenza e fornirà - caso per caso - una strategia terapeutica.
È l’ipertensione il principale nemico. In Italia colpisce quasi venti milioni di persone, con un’altissima percentuale (80 per cento) dopo i settant'anni. Non diagnosticata in tempo utile, provoca lo scompenso cardiaco, che si può ritenere l’anticamera dell’infarto del miocardio o - peggio - dell’ictus cerebrale.
Una politica di prevenzione, fondata su un lungo rapporto di fiducia tra medico e paziente, può evitare patologie ad alto rischio che nel migliore dei casi (sopravvivenza) non escludono recidive. Specialmente nel quadro clinico dell’ictus c’è lo spettro, molto preoccupante, dell’immobilità.