Visite guidate e burattini fra i tesori orientali

Alla scoperta dell’età del ferro e delle strade tibetane dei pellegrinaggi

Nica Fiori

Il palazzo Brancaccio, che prende il nome da una nobile famiglia di origine napoletana, fu costruito nell’ultimo quarto dell’Ottocento. Ospita attualmente il Museo Nazionale d’Arte Orientale, dedicato da poco al grande orientalista Giuseppe Tucci che ne aveva promosso l’istituzione nel 1957. Quando si parla di arte orientale, ci si aspetta di norma un’ambientazione esotica con tappeti dai raffinati motivi geometrici e floreali, pareti rivestite con preziose ceramiche turchesi, giochi di luci, colori, volumi e fughe prospettiche di volte e archi. In realtà il museo ha un’atmosfera sobria e raccoglie prevalentemente materiale archeologico; inizialmente il nucleo maggiore era costituito dai materiali provenienti dalle campagne di scavo condotte dall’Ismeo (oggi Isiao, Istituto Italiano per l’Africa e l'’Oriente) in Iran, Pakistan, Afghanistan ed assegnati all’Italia in seguito agli accordi con i rispettivi Paesi. Successivamente le collezioni dello Stato si sono accresciute tramite acquisti, depositi e donazioni. I settori sono: Archeologia del Vicino e Medio Oriente; Arte del Tibet e del Nepal; Arte del Gandhara; Archeologia ed arte islamica; Archeologia ed arte della Cina; Archeologia ed arte del Giappone e della Corea (di prossima riapertura); Archeologia dell'India; Archeologia ed arte del Sud-Est asiatico (di prossima riapertura).
Attraverso il tempo il museo è stato dotato di una biblioteca specializzata, un laboratorio di restauro, un archivio fotografico, un servizio di bio-archeologia. Una parte importante dell’attività museale è dedicata alla diffusione della conoscenza dell’archeologia ed arte orientale, e ciò avviene attraverso mostre, conferenze, e altre iniziative. Nel mese di marzo sono previste tre visite guidate gratuite. Domani alle ore 11, il tema della visita è l’inizio del periodo del ferro e l’arrivo degli indoeuropei nell'altopiano iranico. Domenica 19 alle 17 è prevista la visita alla mostra fotografica «Pellegrini in Tibet. Le vie di Giuseppe Tucci», che illustra il pellegrinaggio nei luoghi sacri intorno al monte Kailash alla ricerca di un Tibet ormai perduto. Domenica 26 alle 17, infine, viene illustrata la storia del Palazzo Brancaccio. Prosegue inoltre l’iniziativa di portare il teatro nel museo con la rappresentazione dell’opera di burattini La Geisha di Sidney Jones e regia di Idalberto Fei. I prossimi spettacoli sono oggi alle ore 11, domani alle ore 17 e giovedì 16 alle 17. Info: 06.35348945