Vitelli: "C'è il buio dopo la Cina e il Brasile"

L'intervento di Paolo Vitelli, presidente-fondatore di Azimut-Benetti. La nautica non vive un momento facile, ma oggi è quasi impossibile vendere barche in Italia

di Paolo Vitelli*

Quello che si apre oggi è il mio 41° Salone Nautico di Genova. Sono dunque un veterano di questa manifestazione che tuttavia non smette mai di emozionarmi. In tutti questi anni la mia azienda è molto cresciuta fino a diventare uno dei player principali del mercato internazionale. Siamo sempre stati coerenti nella nostra gestione e oggi, in un momento in cui la nautica italiana non vive un momento particolarmente felice, questo rappresenta un vantaggio competitivo che non ha eguali. Dispiace ammetterlo, ma l’Italia, Paese di cui con le mie barche mi sento orgoglioso rappresentante in tutto il mondo, sta vivendo una battuta d’arresto a livello economico che non pare volersi arrestare. Complice una politica poco lungimirante, che non sembra tener conto del valore strategico della nautica. Oggi vendere barche in Italia è sempre più difficile. Seppur con rammarico, guardiamo quindi al resto del mondo, e in particolare ai cosiddetti Paesi emergenti, con attenzione e fiducia. Per il gruppo Azimut-Benetti questo nuovo scenario non giunge inatteso: da anni osservavamo l’evoluzione dei mercati, monitorando il potenziale di opportunità che paesi come Brasile, Cina e, più in generale, l’Estremo Oriente avrebbero potuto esprimere in termini di interesse alla nautica. Grazie a questo presidio ante litteram, oggi il Brasile è il nostro primo mercato, seguito da vicino dagli Usa, dove in controtendenza rispetto ad altri competitor, nella scorsa stagione siamo cresciuti del 30%. Quanto alla Cina, dove siamo considerati leader assoluti secondo la stampa specializzata del Paese, contiamo di proseguire nella crescita esponenziale di vendite fin qui registrata, contribuendo attivamente alla diffusione di una cultura nautica, oggi ancora poco presente. Credo che a tutti gli imprenditori italiani di questo settore oggi sia richiesta grande capacità di lungimiranza, una vera e propria vision, a cui fare riferimento per definire quale sarà il futuro della nautica italiana. Ritengo che oggi sia imprescindibile contare su una certezza di solidità patrimoniale perché quello che i clienti si aspettano per continuare a scegliere le nostre barche sono modelli sempre nuovi, sicuri, confortevoli e tecnologicamente avanzati e servizi d’assistenza sempre più evoluti e personalizzati su cui contare con certezza. E qui sono necessarie molte energie, ma soprattutto molte risorse economiche e capacità d’investimento. A livello di prodotto mi sembra si stiano delineando due macrotendenze. In primo luogo la crescita di attenzione nei confronti di imbarcazioni sempre più efficienti in termini di rapporto consumi-performance. La nautica «verde» non è più solo un’etichetta, ma una realtà con cui i cantieri devono confrontarsi apertamente. A questo riguardo mi fa piacere anticipare che stiamo lavorando per far sì che la linea «Magellano», lanciata due anni fa e che oggi comprende due barche super ecocompatibili, si arricchirà a breve di nuovi modelli per diventare una vera collezione articolata. Allo stesso modo stiamo lavorando per proporre anche su yacht di grandi dimensioni propulsioni ibride particolarmente innovative, che saranno sperimentate a breve . Altro punto importante è la ripresa della grande nautica, che benché riservata a poche centinaia di clienti in tutto il mondo, rappresenta per l’Italia - in questo segmento indiscusso leader di mercato - linfa vitale per l’intero comparto. Infine una riflessione sui servizi: in un epoca in cui investire su un bene legato al tempo libero, come la barca, deve comunque rappresentare un investimento sensato, i servizi rappresentano una leva primaria nella scelta dei clienti. Oggi non basta più vendere uno yacht, ma bisogna essere in grado di assistere l’armatore nella personalizzazione della sua barca, come facciamo noi con le nostre Styling Lounge, e offrire una serie di vantaggi e attenzioni che lo facciano sentire realmente sicuro e assistito. Oggi pomeriggio, qui a Genova, festeggeremo i 150 anni dell’Unità d’Italia con una performance di cui saranno protagonisti le nostre barche - in particolare Azimut 62S Italia, un nuovo modello celebrativo creato per l’occasione - e alcuni campioni di rugby, simbolo della tenacia e della vocazione alla meta che caratterizza la mia azienda. È il nostro modo di fare gli auguri al 51° Salone Nautico di Genova e ancor di più al Paese che, oggi più che mai, ha bisogno di imprenditori determinati e coraggiosi. A tutti buon Salone!
Paolo Vitelli
* presidente-fondatore di Azimut-Benetti