«Vivo da Spiderman, cadrò da uomo»

Lorenzo Scandroglio

«Una coincidenza, una sfida, un colpo di fortuna, così è iniziata la mia carriera di scalatore urbano. Pensavo che i palazzi non fossero arrampicabili, e sono riuscito a salirne uno. Ero sicuro che sarei morto e sono ancora vivo. Pensavo che sarebbe stato il primo e ultimo, e da dieci anni continuo a scalare grattacieli in ogni angolo del mondo! Amavo l'aria aperta, la montagna e la natura; la città è diventata il mio terreno di gioco preferito. È nata come opportunità, è diventata la mia vita». Parla così oggi il climber francese Alain Robert, di cui la piccola casa Editrice milanese Versante Sud sta per pubblicare in Italia il libro Spiderman (pagg. 208, euro 17.00, www.versantesud.it), testimonianza di una vita passata divorando metri in verticale sui più vertiginosi grattacieli del globo.
Una vera e propria autobiografia in cui «l'homme-araigné», l'uomo ragno, che scala i grattacieli senza corda e senza rete, sfidando la gravità e le polizie di tutto il mondo, non manca di gettarsi a capofitto (qui sì) nell'abisso del pensiero, come solo chi lambisce il baratro, gomito a gomito con la morte, può fare senza essere passato dalle pagine di Martin Heidegger. Non solo, dunque, una storia di passione per l'arrampicata in tutte le sue forme e su tutte le superfici, dalle rocce del Verdon al cristallo dei grattacieli di New York, passando per la Tour Eifell (con l'unico rimpianto di Alain: non aver salito le Twin Towers), ma anche spunti per la riflessione filosofica, come già in un saggio, vergato dallo stesso Robert, dall'emblematico titolo La società e il rischio. «Accetto di rischiare la vita scientemente - scrive Alain Robert - perché ho la certezza che frenerò in tempo, che il mio libero arbitrio saprà valutare il momento in cui rinunciare non vorrà più dire rinnegare se stessi. Accetto il fallimento nell'elaborazione del progetto, è un aspetto da non omettere. Quello che non ho mai accettato è la rinuncia nel pieno dell'azione. Accettare il fallimento è un'attitudine da vincenti». Il suo più grande rammarico è non aver scalato le Twin Towers. Del libro, che uscirà i 1° novembre, proponiamo, per gentile concessione della casa editrice, un'anticipazione tratta dal capitolo Le Torri in Solitaria.