Voce cupa e minigonne vertiginose Tina Turner non perde il sex appeal

L’artista, a 69 anni, è tornata in scena per un tour mondiale

Los Angeles - È bastata la sua apparizione ai Grammy lo scorso 10 febbraio al fianco di Beyoncé per ricordare a tutti quanto l’assenza di Tina Turner dalle scene fosse sentita nel mondo della musica. E così, otto anni dopo la sua tournée d’addio ufficiale, Tina torna a calcare le scene per quello che stavolta potrebbe essere davvero il suo ultimo tour, visto che malgrado la forma eccezionale la regina ha pur sempre 69 anni. Ma vedendola esibirsi senza risparmiare energia per due ore, pur con trenta minuti di pausa, è chiaro che non c’è ancora nessuna che abbia la maestà vocale, il sex appeal e l’energia primordiale di Tina Turner, che per il 50th Anniversary Tour ha presentato uno show degno delle migliori megaproduzioni di Las Vegas, e dopo Stati Uniti e Canada, la diva si esibirà in Europa da gennaio ad aprile 2009. Per i fan italiani le tappe più vicine sono quelle di Zurigo il 15 e 16 febbraio 2009.

Aiutata da coreografie e luci spettacolari, con le mitiche gambe messe in valore dai costumi disegnati da Bob Mackie, contando su di una voce che con l’età è sempre più sensuale, la cantante ha proposto una carrellata di classici della musica degli ultimi 50 anni. Ad accompagnare la Turner, che ha concepito e diretto di persona lo show, troviamo una band d’eccezione e quattro ballerini che si autodefiniscono Ninjas, un mix di danza, arti marziali e Cirque du Soleil.

Il numero di apertura ha visto Tina in piedi su di una piattaforma idraulica all’altezza delle ballerine che volteggiavano sulla parte alta del palco a due piani, mentre sotto suonava la band. Scesa al livello inferiore la diva, in top nero di paillettes che scopriva una spalla, pantaloncini e tacchi a spillo, ha iniziato il concerto con Steamy Windows, per poi passare a Typical Male, What You Get is What You See, e Better Be Good To Me. La voce è sempre da brivido, e l’energia e la sensualità con cui balla con le sue quattro giovani ancelle dovrebbero essere materia di studio per gruppi come le Pussycat Dolls e per le varie reginette del burlesque.

Dopo mezz’ora di concerto arriva il primo cambio di costumi. Tina rientra in scena avvolta in una lunga cappa rossa di chiffon con strascico: è il momento di Acid Queen. La cappa vola via e rivela un vestitino corto di paillettes rosse che mette in risalto le mitiche gambe: la tenuta ideale per What’s Love Got to Do With it? L’atmosfera è sexy, con danze e proiezioni alla Cabaret di Bob Fosse. Parte una danza tribale, Tina sparisce per tornare con un nuovo look, quello di Aunty Entity in Mad Max 3, maglia metallica lunga e parrucca bionda, mentre clip del film scorrono sullo sfondo. È il momento di We Don’t Need Another Hero e One of the Living. Il primo tempo culmina in finale pirotecnico, con esplosioni e fuochi d'artificio.

Dopo l’intervallo la Turner torna in canottiera di paillettes nere e pantaloncini e, seduta su uno sgabello intona un’ipnotica Help dei Beatles acustica e lenta. Allo Staples Center non vola una mosca ma poi si riparte con I Can’t Stand the Rain e un medley rock in cui spiccano All Right Now e It’s Only R’n’R But I like It.

Una ballerina in calzamaglia dorata si lancia in un indiavolato flamenco e finisce tra le braccia di un playboy in giacca da sera bianca, un chiaro omaggio a James Bond. Tina sparisce e rientra attraverso un cerchio dorato sulle note di Goldeneye. In abito da sera nero lungo con spacco frontale scende lo scalone che collega i due piani del palco con passo regale. Ogni scalino mette in valore le splendide gambe, issate su tacchi vertiginosi. Il gioco del ti vedo non ti vedo finisce quando Tina strappa la gonna e rimane in mini bronzo e oro, la mise perfetta per Addicted to Love e The Best. L’atmosfera si fa scatenata con Proud Mary. Siamo alla fine, ma dopo un lungo applauso la regina si presenta per il bis. Una passerella mobile con in fondo una piattaforma simile alla prua di una nave porta Tina sopra le teste delle prime file. Due canzoni nuove e poco conosciute calmano i bollori e portano ai titoli di coda, proprio come in un film. Lunga vita alla regina del rock dunque, e che questa voce che ha conosciuto angeli e demoni possa accompagnarci per molti anni ancora.