Volare in Costa Rica per una full immersion nella giungla tropicale

Foreste, vulcani, spiagge e incontri ravvicinati con gli animali: ecco le carte vincenti della «Svizzera del Centro-America»

Camilla Golzi Saporiti

Aqua, aria, terra e fuoco al massimo dello splendore. Non è un'esagerazione, è il Costa Rica. Un Paese che ha nella natura la sua carta vincente. Stretto tra Nicaragua e Panama e grande quanto la Svizzera, occupa una superficie di appena 51.100 kmq, eppure nel suo microcosmo custodisce il 5 per cento della biodiversità mondiale. Che significa 6 milioni di specie animali e botaniche sparpagliate tra vulcani, cascate e foreste; tra isole e spiagge a cavallo del Mar dei Caraibi e del Pacifico. È una sorta di giardino dell'Eden, Paradiso green in Terra, Babilonia della natura. Che vanta anche un 26 per cento di territorio inserito nella lista di parchi (26), riserve e aree protette (161). Non solo. Il Paese si è aggiudicato più volte il primato di luogo più felice del globo nell'Happy Planet Index e, grazie alla Penisola di Nicoya, rientra nelle Zone Blu, alias quei rari angoli del Pianeta dove, complice una congiuntura di fattori ben assortiti, dal clima allo stile di vita, all'alimentazione, si vive più a lungo di Matusalemme.

A tutto questo si aggiunge l'intercalare dei ticos, i costaricani: «pura vida». Vita pura sarebbe la traduzione, ma non rende l'idea. Che si scopre appena atterrati nella capitale San José. Lo dicono tutti, spiegando che basterebbero queste due parole per vivere in Costa Rica. Lì per lì non ci si bada, ma presto si realizza non solo che è vero, ma anche che quelle due parole entrano dentro e fanno scattare un qualcosa di molto potente e difficile da spiegare. Tutto il superfluo, il frenetico, il nervoso, l'iperconnesso scivola via, lasciando posto a un approccio alle giornate, alle persone, al viaggio, alla vita migliore, più calmo e sereno. Detto questo, San José non è la città più bella dell'America Centrale, ma vale la visita. Nata come centro agricolo, diventa prospero nucleo abitato nel secolo scorso, grazie al commercio del caffè, di cui il Costa Rica è tutt'ora gran produttore. Nel centro, si scovano gioielli come il Teatro Nacional (1891) e il Palazzo delle Poste, qualche edificio neoclassico e coloniale ben conservato, il colorato Mercado Central, il Museo de Oro dedicato all'arte pre-colombiana, oltre ad alcuni degli indirizzi più sofisticati del Paese, tra cui il Grano de Oro (hotelgranodeoro.com).

Da Chepe, così è detta la città, parte un viaggio nella natura più esplosiva e sorprendente. Si ha l'imbarazzo della scelta, data la quantità di parchi e riserve. Il Parco Nazionale del Tortuguero svetta nella hit. Dista circa tre ore da San José. L'ultimo tratto di strada è sterrato, con distese di manghi, banani e ananas ai fianchi, e porta all'imbarcadero di La Pavona. Perché a Tortuguero, Amazzonia mignon, laguna labirinto di canali, zona di riproduzione delle tartarughe verdi dei Caraibi, non si arriva via terra, ma risalendo il rio La Suerte a bordo di barchini locali.

L'acqua gialla riflette il verde degli alberi, la terra rossa mangia le rive, le lune di sabbia grigia cullano iguane, caimani e coccodrilli, a volte giaguari. Sui rami aironi, scimmie, colibrì e tucani. È l'anteprima di un lento spettacolo naturalistico, enfatizzato dal fatto che il telefono prende poco e che il fumo è più o meno bandito. Dominano l'ambiente e il suo rispetto (qui e ovunque nel Paese), come il silenzio e il rumore della natura. È un'esperienza che catapulta in un altro mondo: forse serve arrivare fin qui per capire la vita folle di casa, o forse serve per disintossicarsene un po'. Un'altra meraviglia è il Parco dell'Arenal, dominato dal gigante vulcano (1.670 m) e attraversato dai celebri ponti sospesi, pensiline nella giungla da percorrere ad altezze suggestive (misticopark.com).

Altra esperienza surreale. Non da meno quella che regala la Riserva di Monteverde, dove appassionati di birdwatching possono avvistare il quetzal, l'uccello sacro dei Maya, e quelli di canopy tour cimentarsi in zip-line adrenaliniche. Totalmente diverso il Manuel Antonio. È il parco più piccolo del Costa Rica (680 ettari) e aggiunge alla natura wild tuffi in acque blu e passeggiate su sabbie bianche. Dopo tanta natura e attività, ci sono due coste che aspettano. Quella sul ruggente Pacifico e quella sul turchese versante caraibico. Entrambe all'insegna della «pura vida».

Informazioni: Ente del Turismo Costa Rica, www.visitcostarica.com.