Volvo al servizio della sicurezza XC60 è la prima auto «altruista»

City Safety, utile in città e alle basse velocità, consente di evitare i tamponamenti o ne riduce le conseguenze

Fredrik Arp, presidente di Volvo Cars, lo ha ricordato anche pochi giorni fa al Salone internazionale dell’automobile di Ginevra: «Ogni nuovo modello che Volvo ha presentato nei suoi ottant’anni di storia ha sempre racchiuso almeno una innovazione assoluta sotto il profilo della sicurezza e anche la XC60 che debutta al Palexpo svizzero non si sottrae a questa regola». A bordo del Suv sportivo scandinavo, che vedremo sulle nostre strade negli ultimi mesi dell’anno, di innovazioni ce ne sono davvero tante, ma è indubbiamente il City Safety a colpire più di ogni altra.
Soprattutto perché è un dispositivo «altruista», che ammorbidisce l’immagine aggressiva degli sport utility, perché produce un beneficio non soltanto per il guidatore e i passeggeri dell’XC60, ma anche per chi viaggia sull’auto la precede. Il nome scelto per definirlo lascia subito intuire che l’ambito in cui il sistema opera è quello del traffico cittadino, dove gli urti si verificano, nel 75% dei casi, a meno di 30 orari, una velocità bassa, ma soltanto in apparenza, e capace di sviluppare forze che oltre a danneggiare i veicoli possono causare serie lesioni a guidatore e passeggeri, dal colpo di frusta in su. Evitare il tamponamento, e ridurne comunque le conseguenze, con Volvo City Safety è possibile quando la XC60 (il dispositivo verrà progressivamente esteso ad altri modelli della casa) viaggia a una velocità inferiore a 30 chilometri all’ora.
Grazie a un sensore laser inserito nel parabrezza, in corrispondenza dello specchietto retrovisore, il traffico che precede è costantemente monitorato fino a 10 metri di distanza e nei due sensi di marcia.
Qualora il sensore rilevi che il veicolo che precede si sta avvicinando in maniera anomala, il sistema calcola, elaborando 50 operazioni al secondo, quale sia la forza frenante necessaria per evitare la collisione e, se non interviene una reazione adeguata da parte del guidatore, provvede a decelerare e quindi a frenare l’auto.
L’esito varia in proporzione alla differenza di velocità fra i due veicoli: se questa è inferiore a 15 orari, quasi sempre (il «quasi» è legato alla variabile costituita dal fondo stradale) la collisione viene evitata, mentre tra 15 e 30 chilometri all’ora, grazie alla decelerazione della Volvo, le conseguenze negative del tamponamento si riducono sensibilmente.
L’efficacia di City Safety, che opera anche al buio, è limitata soltanto dalla nebbia, ma non da pioggia e neve, perché il sensore è collocato in una posizione che viene pulita dal tergicristallo e al guidatore resta soltanto il compito di rimuovere incrostazioni di fango o ghiaccio davanti al sensore. Come tutti i dispositivi, anche l’ultima innovazione di Volvo non solleva il guidatore dai suoi compiti basilari, primo tra tutti guidare in sicurezza, ma rappresenta comunque una importante sinergia con le operazione che egli compirà di fronte a una situazione di emergenza. Indipendentemente dai dispositivi montati sulla vettura tamponata dalla XC60 (pensiamo, tra gli altri, ai pretensionatori intelligenti o al Whips, il sistema che protegge dal colpo di frusta, che equipaggiano le vetture di Göteborg), i danni fisici alle persone saranno molto contenuti. Diminuisce anche l’entità di quelli agli automezzi, un argomento interessante non soltanto per chi tampona (che, salvo polizze kasko, dovrà pagare le riparazioni della propria auto) ma anche per le assicurazioni, che stanno mostrando un interesse crescente verso dispositivi come il City Safety. Recentemente l’organizzazione inglese Thatcham (The motor insurance repair research centre), che promuove ricerche tese a favorire la sicurezza in automobile, ha messo alla prova il dispositivo di Volvo e altri due analoghi, per poi presentare i risultati a compagnie assicurative inglesi e tedesche, nonché a giornalisti europei della stampa specializzata. Più che positiva la valutazione dei sistemi, che abbattono i costi di riparazione dei danni derivanti dagli incidenti più diffusi (oltre tre quarti del totale annuo europeo), con una menzione speciale per City Safety, riconosciuto come il più efficace dei tre.