Wardriving, la città è nelle mani degli hacker

Si passa al setaccio la città in auto cercando di captare i dati degli utenti delle reti wi-fi

Fra gli hacker impazza una nuova moda chiamata «Wardriving». Che consiste nel passare al setaccio la città in auto allo scopo di rintracciare le reti Internet che non passano attraverso il cavo, ovvero le reti wi-fi. Una volta rilevate le loro coordinate se ne segnala la posizione su una mappa, evidenziando quelle che non sono protette da una password. Dopodiché, la mappa viene messa su Internet in modo da renderla accessibile. «In seguito - spiega un appassionato di Wardriving - chiunque lo desideri può consultare queste mappe per localizzare le reti wi-fi non protette e connettersi a Internet tramite loro». Per farlo è sufficiente trovarsi nel loro raggio d’azione con un computer, oppure con un qualsiasi dispositivo dotato di connettività wi-fi, come i palmari.
Per farci un’idea più precisa di come funziona abbiamo accompagnato un hacker che si fa chiamare «Qzu» in una sessione di Wardriving a Prati. «Per praticare questa attività - ci ha spiegato - basta un comune Gps, un’antenna omnidirezionale, un computer portatile e un paio di software che servono a decodificare. Tutto materiale facile da procurarsi». A bordo della sua auto abbiamo percorso le strade del rione, e mano a mano che procedevamo l’apparecchiatura ha captato le reti Wi-fi circostanti. Poi, finito il giro, abbiamo fatto i conti: «In 20 minuti - ha sentenziato l’hacker - sono state localizzate 509 stazioni. Di queste 194 risultano non protette». Gli abitanti di Prati non sono però gli unici a lasciare libero accesso alla propria rete. In uno screening effettuato al quartiere africano la nostra guida ci racconta di aver captato 617 stazioni di cui un terzo non protette, un problema di sicurezza: «Le reti Internet wi-fi sono più vulnerabili di quelle via cavo - insiste Qzu -, perciò è ancora più importante adoperare una password». Altrimenti qualcuno potrebbe utilizzare la connessione Internet di un altro per scopi illegali. «In questo caso il titolare della rete si ritroverebbe di fronte alla legge con il contratto che ha sottoscritto con il provider puntato contro».
Quando si sceglie una password è importante seguire alcuni accorgimenti. «Le password devono essere lunghe più di 8 caratteri - si raccomanda l’hacker -, e perché siano meno vulnerabili provate a usare parole di uso corrente facili da ricordare, aggiungendovi all’interno lettere o numeri che non c’entrano nulla».