Arte e sesso: se l'avanguardia sfocia nella pornografia

Il confine tra avanguardia artistica e pornografia è sempre più sottile: ecco alcuni celebri esempi di opere e installazioni ad alto tasso erotico

L'arte e il sesso hanno un rapporto talvolta molto stretto. Addirittura in alcuni casi si confondono e si definiscono a vicenda, come nelle creazioni di alcuni artisti che riversano nelle loro opere quelle che sembrano più le proprie fantasie sessuali più segrete. Cosa che in realtà non sono più, visto che sono anche esposte alla visione di un pubblico. Quella che viene definita "avanguardia artistica" spesso sfocia in vera e propria pornografia, quindi. Ecco alcuni esempi di questa particolare accezione di "arte erotica": il disegnatore giapponese Namio Harukawa, che ritrae il suo volto tra le natiche femminili; o il cinese Cheng Li, che ha legato i suoi genitali a quelli della sua segretaria e organizza un rapporto sessuale dal vivo: in questo caso è addirittura intervenuto il governo locale, che ha condannato l'artista a un anno di lavoro nei campi per aver disturbato il pubblico.

L'inglese Jordan McKenzie crea le sue opere con il proprio sperma: si masturba raggiungendo l'orgasmo sulle proprie tele, sulle quali tira polvere di grafite per marcare ancor meglio i tratti. Vito Acconci, americano dalle evidenti origini italiane, nel 1971 si nascondeva sotto una struttura in legno per masturbarsi, raccontando al microfono le proprie fantasie. L'olandese Dries Verhoeven, chiuso in una teca di vetro, contattava altri uomini tramite l'app per incontri gay Grindr: una volta accordatosi con i ragazzi, li faceva entrare e con loro viveva qualche momento di svago, ma non di natura sessuale.