Chi fa sesso guadagna di più

Chi pratica sesso almeno tre volte alla settimana gode di stipendi del 4.5% più alti della media: i risultati di uno studio sulla popolazione greca.

Bacio

La crisi economica potrebbe essere affrontata anche con il sesso. Non solo perché il rapporto intimo può aiutare a dimenticare momentaneamente le preoccupazioni quotidiane, ma anche per gli effetti che l'erotismo avrebbe sullo stipendio. Lo svela un recente studio: chi pratica almeno tre amplessi alla settimana, guadagna un 4.5% in più rispetto ai lavoratori della stessa categoria.

L'indagine è stata promossa dalla Anglia Ruskins University, sulla base dell'analisi di ricerche precedenti sulla popolazione greca, quella in Europa più colpita dalle conseguenze della crisi economica. I ricercatori hanno passato al vaglio oltre 7.500 risposte relative a studi comportamentali condotti sul suolo ellenico negli ultimi anni, trovando una diretta correlazione tra sesso e stipedio. Non solo sarebbe emerso come a compensi mensili ridotti corrisponda una parsimoniosa vita sessuale, ma anche come le persone che si lanciano più frequentemente in incontri erotici guadagnino somme più alte della media.

I risultati dell'analisi, presto pubblicati sull'International Journal of Manpower, svelano come gli individui abituati a consumare tre amplessi alla settimana raggiungano medie di reddito del 4.5% più alte rispetto a consuetudini erotiche più limitate. Lo studio, però, non spiega se sia il sesso a stimolare guadagni più alti o, in alternativa, siano le più stabili condizioni economiche a incentivare una vita intima più ricca. Nick Drydakis, docente di economia presso la Anglia Ruskin University, sottolinea come le più comuni teorie psicologiche suggeriscano quanto un'esistenza soddisfacente favorisca dei percorsi più appaganti in ambito professionale. «La teoria della gerarchia dei bisogni di Maslow» - spiega l'esperto - «sostiene come più felici e appagati siano gli individui nelle loro vite, più produttivi e di successo saranno gli stessi sul lavoro, un fatto che si traduce in stipendi più altri. La teoria spiega come le persone abbiano bisogno di amare ed essere amate, sessualmente e non sessualmente, dagli altri. In assenza di questi elementi, le persone possono diventare suscettibili alla solitudine, all'ansia sociale e alla depressione: tutti fattori che possono influire sulla vita lavorativa».

I dati raccolti, infine, troverebbero una simile relazione tra stipendi, attività sessuale e patologie varie. Chi assume regolarmente farmaci è in media del 5.4% meno coinvolto da incontri sessuali rispetto alla media, seguito da un 2.4% dei diabetici e un 3.9% di chi soffre di artrite e reumatismi. Ancora: gli affetti da tumori sono in media sempre del 5.4% meno inclini ai rapporti sessuali, mentre i lavoratori con disturbi psicologici o psichiatrici raggiungono il 3.7%. Di tutti i gruppi, però, eemerge come siano i lavoratori affetti da patologie cardiache - come problemi alle coronarie o angina - ad astenersi più frequentemente dall'amplesso: l'11.4%.