Filippine: aumenta il turismo sessuale minorile

Filippine al centro del turismo sessuale, in particolare di tipo minorile, con un aumento costante della clientela prevalentemenete occidentale. Circa un milione le giovani che si sottopongono a questo genere di sfruttamento per sfuggie a una realtà fatta di povertà e fame.

Da sempre meta per il turismo sessuale le Filippine hanno visto un incremento di presenze e viaggi negli ultimi anni, divenendo rapidamente il luogo più visitato da un pubblico prevalentemente maschile e occidentale. La clientela in partenza da Australia, Stati Uniti, Europa, Medio Oriente ma anche dall'Asia stessa affolla costantemente l'aeroporto di Clark, ex base aerea militare statunitense. Le mete preferite sono i bar della zona di Angeles City, nella Provincia di Pampanga, considerata una sorta di supermarket del sesso e un vero grande quartiere a luci rosse. Le ragazze, o bar-girl, stazionano fuori dagli esercizi che si susseguono con una presenza massiccia e incalzante, cercando di catturare l'attenzione della clientela per convogliarla all'interno del bar di referimento. Con una piccola quota i clienti possono assicurarsi la compagnia delle giovani per tutta la notte, con la possibilità di condurle presso il loro hotel.

Le cifre legate al mercato del sesso sono allarmanti, del quasi milione di lavoranti circa un quinto è minorenne. Secondo un ex Ambasciatore statunitense nelle Filippine nonostante il turismo sessuale sia illegale, in un paese a maggiornza cattolica, il 40% degli introiti economici nazionali deriva dallo sfruttamento del corpo femminile. Le stesse Thilandia e Cambogia sono mete indiscusse per il turismo sessuale, mentre le ragazze che vengono assoldate per questo sfruttamento provengono sempre da realtà problematiche e povere. La vendita del loro corpo, spesso della loro verginità, è una necessità spinta dal bisogno di sopravvivere e nutrire se stesse e la famiglia d'origine.

Il passaggio di questo genere di turisti lascia solitamente una traccia biologica, molte le giovani che rimangono incinte e portano a termine la gravidanza. Se un numero minimo di uomini riconosce i bambini provvedendo economicamente, oppure sposando la madre, la percentuale maggiore elude il problema abbandonando donna e figlio a una vita di povertà e stenti. I frutti di questi rapporti spesso vengono ceduti a famiglie affidatarie, oppure conducono una vita ai margini nascosti agli occhi della gente in una nazione dove la pratica dell'aborto è illegale e avviene spesso di nascosto e in condizioni igieniche precarie. Gli organi di supporto possono poco contro un mercato così fiorente e in una realtà dove la diffusione delle malattie di natura sessuale è molto alta, il traffico delle adozioni è una costante e la percentuali di suicidi femminili molto elevata.

Commenti

ORCHIDEABLU

Lun, 16/03/2015 - 14:01

La tragedia vera e' il passato recente che obbligava gli uomini e le donne di tutto il mondo a sposare solo quelli della stessa etnia,quind se troppo uguali si perde la vera forza della genetica umana,che necessita di diversi tipi e mescolanze di d.n.a. rinnovando le cellule tra razze diverse.Quindi adesso le donne e gli uomini per istinto stanno cercando rimedi (accoppiandosi).Infatti l'ignoranza piu' recente e' stata la convinzione di hitler. che credeva di fortificare la razza ariana spopolando il mondo da quelle diverse dalla germania, l'assurda ignoranza di hitler e dei razzisti.