Londra: previsti allagamenti e blackout entro 30 anni

Londra entro il 2050 dovrà affrontare gli effetti del cambiamento climatico, dovuti all'innalzamento delle temperature: uno studio ha previsto ondate di calore, inondazioni, black-out e carenza di cibo e acqua

Londra, come altre grandi città del mondo, entro 30 anni potrebbe trovarsi a dover affrontare gli effetti del cambiamento climatico. Nello specifico, se non si interverrà per ridurre i gas serra, si andrà incontro a ondate di calore, inondazioni, carenza di cibo, acqua e black-out. Questo è quanto rivela uno studio condotto da C40 Cities, un gruppo di città che agiscono sui cambiamenti climatici, con il Patto Globale dei Sindaci, la Rete di ricerca sui cambiamenti climatici urbani e la società di consulenza climatica Acclimatise.

Sempre secondo i dati, le autorità delle città di tutto il mondo stanno adottando misure per proteggere i cittadini dagli impatti devastanti. Considerando sempre Londra come punto di riferimento, l'innalzamento del livello del mare, le più frequenti mareggiate e le maggiori pioggie potrebbero comportare rischi di improvvisi allagamenti. Ma la capitale inglese è anche vulnerabile sotto l'aspetto del surriscaldamento e della siccità, mente con il sopraggiungere delle estati torride si avrà un aumento della domanda di aria condizionata, con la conseguente pressione sulla produzione di energia elettrica. Il pericolo black-out si farebbe quindi più imminente: le centrali elettriche britanniche si trovano lungo la costa, e per questo sono a rischio inondazioni, con conseguente interruzione della fornitura.

In tutto questo, lo studio avverte anche che l'impatto dei cambiamenti climatici potrebbe mettere a rischio beni per un valore di 200 milioni di sterline, rendendo più difficile la vita di 1.25 milioni di persone che vivono lungo il Tamigi. Londra però si sta adoperando per migliorare il drenaggio delle acque, nonché implementando infrastrutture che possano reggere le fore inondazioni e incoraggiando l'energia decentralizzata anche con l'uso delle rinnovabili.

Lo studio fornisce, inoltre, alcune informazioni aggiuntive: oltre 800 milioni di abitanti delle città saranno interessati dall'innalzamento del livello del mare e dalle inondazioni provenienti dalle coste entro il 2050. Circa 650 milioni di persone saranno a rischio carenza idrica, tra cui le città di Atene e Madrid, e 1.6 miliardi di individui che vivono in 970 città saranno esposti a temperature elevate. Inoltre, 2.5 miliardi di persone vivranno in città dove le scorte alimentari saranno minacciate dal global warming, compresi gli abitanti di Barcellona, Mosca e Oslo. In merito a questi dati, il direttore esecutivo di C40 Cities, Mark Watts, ha dichiarato: "Per decenni, gli scienziati hanno avvertito dei rischi che il cambiamento climatico porrà dall'aumento delle temperature globali, dall'innalzamento del livello del mare, dalla crescente disuguaglianza e dalla mancanza di acqua, cibo ed energia. Ora abbiamo la prova più chiara possibile di cosa significheranno questi impatti per i cittadini delle città del mondo. Questo è il futuro che nessuno vuole. La nostra ricerca dovrebbe servire come campanello d'allarme su quanto urgentemente dobbiamo essere in grado di offrire un'azione audace sul clima."

Le città di tutto il mondo si stanno adoperando per affrontare il cambiamento climatico, includendo anche 16 milioni di alberi da piantare e l'espansione di aree verdi a Seoul, nella Corea del Sud, e il miglioramento delle difese costiere a New York. Anche Parigi ha in programma entro il 2020 la sistemazione di 33 ettari destinati all'agricoltura urbana, entro i confini della città, per migliorare la sicurezza alimentare.

Commenti

cgf

Mer, 20/06/2018 - 20:36

La maggioranza della popolazione MONDIALE vive lungo le coste, guardiamo solo dove gl'immobili costano più che altrove? che discorsi sono? si vuole salvaguardare la popolazione o i mattoni?

Ritratto di bandog

Anonimo (non verificato)